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Notizie e approfondimenti

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Da 'La Cittadella'

Adulti, i veri testimoni per la Chiesa del futuro

Una riflessione di don Gianni Grandi

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In collaborazione con il settimanale diocesano, pubblichiamo questa riflessione di don Gianni Grandi, vicario episcopale per la pastorale, comparsa su 'La Cittadella'di domenica 29 marzo.


«In questo contesto particolare, nel quale la pandemia del coronavirus blocca qualsiasi tipo di attività ecclesiale, non è esercizio inutile chiedersi quale sarà la Chiesa del futuro. Come cambierà la nostra pastorale? Questa domanda non è nuova ma è nuova la situazione che viviamo, e diventa oltremodo centrale progettare la nostra azione, senza farci assorbire dal pessimismo o dalla miopia.
Ci può venire in aiuto, a questo riguardo, un articolo apparso sul quotidiano “Avvenire” il 13 marzo scorso, articolo di don Armando Matteo, docente di Teologia fondamentale alla Pontificia Università Urbaniana, in cui presenta il suo nuovo volume dal titolo Pastorale 4.0. Eclissi dell’adulto e trasmissione della fede alle nuove generazioni (Ancora editrice).
La tesi dell’autore è che non ha più senso agire in modo tradizionale nella pastorale (“Si è sempre fatto così”) se ormai sempre più persone (dagli adolescenti agli adulti) risultano estranee alla vita della Chiesa.
È inutile pensare di educare le nuove generazioni a un modello di adulto che non esiste più. Non c’è più l’adulto che affronta con coraggio le prove della vita senza rinunciare a dare fiducia a chi gli sta intorno.
Oggi l’adulto anagrafico è ingoiato dal mito dell’eterna giovinezza. Così gli adulti non vogliono crescere e i giovani si deprimono.
Per superare questa crisi occorre, secondo don Armando Matteo, passare da un cristianesimo della consolazione a un cristianesimo dell’innamoramento. Ci si può innamorare di Gesù e diventare cristiani adulti. Gesù è stato un esempio di vero adulto, donato alla felicità altrui e più credente nella vita fin dentro la morte.
Se la Chiesa deve portare le persone a innamorarsi di Gesù e del suo modo di vivere, è importante puntare su adulti–testimoni, preti e sposi, religiosi e laici, che fanno della vita un dono al Signore e una dedizione feriale ai fratelli, nelle varie situazioni di vita.
Come cambiare in questo senso l’agire pastorale delle nostre comunità? Ridurre le Messe festive per renderle più partecipate dai diversi ministeri laicali? Trasformare la catechesi dell’iniziazione cristiana in catechesi familiare? Responsabilizzare sempre più gli adulti in ruoli di progettazione e animazione? Cambiare l’impianto non è scelta sufficiente poiché sono le persone che fanno la comunità e sono gli adulti testimoni che possono trasmettere la gioia di essere innamorati del Signore.
La situazione di stallo di queste settimane e insieme la prossima visita pastorale del vescovo Marco Busca nelle unità pastorali sono occasioni preziose per interrogare la nostra Chiesa. Sono anche il modo per spronarci a vicenda nella sequela amorosa del Signore, per pensare non più alla Chiesa dell’oggi, ma alla Chiesa del futuro che percorre con coraggio e creatività vie nuove di annuncio e comunione.»



Foto di Abel Tan Jun Yang da Pexels

Diocesi di Mantova
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