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Sguardi sul e dal Brasile

"Alleanze pericolose"

Una lettura critica sul Brasile da parte di don Flavio Lazzarin, missionario mantovano

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Pubblichiamo una lettera che ci è pervenuta in questo mese di luglio da don Flavio Lazzarin, prete mantovano fidei donum in Brasile da molti anni.


"Ultimamente sono tornato a riflettere sulle posizioni di coloro che nella Chiesa cattolica scelgono cammini tradizionali e tradizionalisti e, in alcuni casi, arrivano a proclamare e difendere la loro fede con uno stile intollerante e offensivo. Qui in Brasile, queste attitudini si traducono in esplicito appoggio all’attuale Presidente della Repubblica, che, oltre ad essere un essere umano volgare e violento, considera la pandemia come un semplice raffreddore e, incurante per le migliaia di vittime. Si astiene, criminalmente, dal proporre e organizzare politiche pubbliche per affrontarla. Inoltre, approfittandosi dell ́assenza di mobilitazioni della societá civile, dovuta al controllo del contagio, Bolsonaro concede surrettiziamente un placet agli agenti del capitale e dello stato per disboscare l ́Amazzonia e il Cerrado e aumentare esponenzialmente, anche con la violenza delle milizie private e della polizia, gli attacchi contro i settori piú fragili della societá brasiliana: gli indigeni, le comunitá tradizionali e i poveri della campagna e della cittá.

Mostrare sorpresa dinanzi all’appoggio dei cattolici a un politico di tal fatta, rivelerebbe la nostra profonda ignoranza della storia della Chiesa. Scandalizzarsi significherebbe sottomettersi al giornalismo scandalistico, che, per catturare la curiositá superficiale e viziata dei lettori, presenta fatti ordinari come se fossero eccezioni impreviste e traumatiche. Sappiamo, peró, da molto tempo, che queste tensioni del mondo cattolico sono presenti fin dal I secolo, molto prima della svolta costantiniana, quando, giá con papa Clemente, nell'anno 90, si ipotizzava l’inserzione del cristianesimo nelle istituzioni imperiali, come religio licita. Quindi é quasi subito che sorge la tensione tra i discepoli dei martiri e i diplomatici difensori della Chiesa come religione. Ci sono esegeti che trovano questa dialettica addirittura presente nel Vangelo di Marco, quando l’evangelista racconta l’episodio in cui i suoi ritengono eccessivo, imprudente e pazzo il comportamento di Gesú. “E avendo udito quelli con lui uscirono per prendere lui...”(Mc 3,21): nella comunitá di Roma, forse alcuni decenni prima di Clemente, giá esistevano i critici della radicalitá martiriale e difensori della pace con l ́impero. Se questa dialettica é davvero parte del Nuovo Testamento, come norma normans, allora dobbiamo considerarla costitutiva per la vita e la storia della Chiesa fino alla Parusia. 

Fino ad oggi, l'opzione costantiniana risulta vincente, nell’appoggio e nell’alleanza sia con sistemi politici democratici, sia con sistemi politici autoritari e oppressivi. Pensiamo solo un momento alla secolare tragedia della cristianitá coloniale: alleanza con i sovrani di Spagna e Portogallo, con il padroado, il genocidio degli indigeni e la schiavitú degli africani. Questo si fece e si fa, anche in Europa, in nome dei principi della cristianitá, in cambio di tutele concordatarie che garantiscano la libertá ed eventuali privilegi politici e fiscali concessi all’istituzione cattolica. Ed é piú facile per le burocrazie ecclesiastiche simpatizzare con i politici di estrema destra, che strategicamente si presentano come i paladini della sessualitá senza genere e dell’antiabortismo. Questa ideologia che ripropone il regime di Cristianitá, in cui le leggi dello stato si identificano con la morale cattolica, produce persone assolutamente incapaci di convivere con chi é differente e, a volte, innesca odio e comportamenti violenti. Osservando la storia piú recente, non possiamo non vedere l ́alleanza della Chiesa o, se volete moderare, di settori significativi dell’istituzione, con le dittature piú perverse: Mussolini, Hitler, Franco, Salazar, Videla, Pinochet...

 E ciascuno di noi puó andarsi a studiare duemila anni di storia dell ́Occidente e incontrerá innumerevoli esempi in cui credere e difendere la Chiesa puó risultare disumano. Certamente, peró, l'accento della memoria va posto sugli sconfitti in questa dialettica religione-martirio e ricorderemo tutti i testimoni conosciuti e sconosciuti, insieme ai protomartiri e ai primi monaci, fratelli e sorelle che si lasciarono e si lasciano condurre da Gesú, il Risorto, che sono membri fedeli della Chiesa, purificati dal morbo dell’ideologia – vecchie e nuove neoscolastiche – e da una appartenenza fondata sull’obbedienza a riti e norme e non nell’adesione alla presenza amorosa dello Spirito di Gesú. 

Solo l’agape è cattolica."

Diocesi di Mantova
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