Temi e Opinioni

Vita diocesana

Camminare insieme

Uno stile sinodale per la nostra Chiesa


Il Papa, ricevendo sabato 30 gennaio i partecipanti ad un incontro organizzato dall’Ufficio catechistico, ha ricordato l’importanza di riprendere nella Chiesa italiana un cammino sinodale: occorre camminare insieme, ascoltarsi, essere vicino alla nostra gente.

In modo particolare, riferendosi alla catechesi, il Papa ha ricordato quanto sia decisiva la dimensione comunitaria: non è questo il momento per strategie elitarie ma è il tempo di rinvigorire l’appartenenza alla Chiesa del santo popolo di Dio. Da qui la valorizzazione del senso di fede dei fedeli e la scelta di camminare insieme anche sulla scia dell’eredità importante del Concilio.


Si tratta quindi, anche per la nostra Chiesa mantovana, di scegliere permanentemente lo stile sinodale in quest’epoca difficile dove tanti cristiani sono tentati di andare per proprio conto. Camminare insieme è difficile, responsabilizzare concretamente i laici sembra a tanti inopportuno. Parecchi laici poi sono ancora ancorati ad un modo di essere chiesa vecchio: si obbedisce, si collabora ma non si fanno passi avanti per essere veramente responsabili di settori della pastorale.


L’esperienza del Sinodo della Chiesa mantovana ha messo in luce molte risorse umane e ha fatto soprattutto capire che ciò che è condiviso, anche in termini di progetto di Chiesa, assume una forza e una capacità diversa di procedere e di maturare. 

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La domanda del perché ci si è arenati dopo la celebrazione del Sinodo è certamente lecita e appropriata ma va anche accompagnata alla questione, sempre centrale, della visione di Chiesa: cosa è la Chiesa? Cosa significa, come ricorda papa Francesco, essere dalla parte del Concilio, essere nella Chiesa del Concilio? 

Se guardiamo alle quattro costituzioni (Lumen Gentium, Sacrosantum ConciliumDei Verbum e Gaudium et spes) il Concilio ci ricorda di essere Chiesa che mette al centro la Parola, Chiesa che celebra il Signore con cura e fedeltà, chiesa che soffre e gioisce con i fratelli e le sorelle del nostro tempo, Chiesa popolo di Dio nel quale ogni battezzato compie la sua parte per edificare il Regno.

Non bisogna dare per scontato che tutti condividano questa visione. Dietro l’angolo c’è sempre il rischio di una Chiesa ancorata al passato, al “si è sempre fatto così”, oppure di una Chiesa che non sa leggere le sfide dell’oggi e si nasconde dietro la nostalgia di un passato che non c’è più.

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Non ci sarà più “una Chiesa di tutti”, ma non bisogna rinunciare ad essere “Chiesa per tutti”: l’azione evangelizzatrice deve e può essere aperta a tutti e capace di venire incontro ai bisogni materiali e spirituali delle donne e degli uomini di oggi. Per raggiungere questo obiettivo occorre sempre il discernimento comunitario. Bisogna ad esempio chiedersi cosa tenere e cosa scartare, cosa è essenziale e cosa non lo è più. 

Il cammino di questi mesi nella nostra Chiesa mantovana vuole favorire lo stile sinodale affinché tanti battezzati, prendendo coscienza di essere parte di un unico corpo, si sentano parte attiva nell’evangelizzazione. Soltanto una Chiesa che genera vangelo potrà procedere senza paura e con rinnovato entusiasmo.


La catechesi battesimale, il nuovo progetto catechistico, il rilancio degli organismi di partecipazione, la formazione di gruppi ministeriali, la cura delle nuove generazioni: possono essere questi gli obiettivi concreti per convertirsi insieme e nuovamente al vangelo di Gesù.

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Diocesi di Mantova
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