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Celebrare la Messa in streaming

Una nota con indicazioni pratiche dall'ufficio per le comunicazioni sociali della CEI

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In questi mesi tutti noi abbiamo sperimentato di come anche la tecnologia ci viene in aiuto e ci rende possibile rag­giungere molti, se non tutti, attraverso i vari canali media che vanno da quelli classici come radio e tv, ai social (Facebook, Whatsapp, Youtube, Twitter, In­stagram, …). Non bisogna mai dimenticare, però, che l’Eucaristia è un grande dono, il più pre­zioso, e di esso e della sua celebrazione è doveroso prenderci cura. I suggerimenti che seguono, frutto di un lavoro attento da parte dell’ufficio per le comunicazioni sociali della CEI, nasco­no proprio da questa esigenza

 

Indicazioni pratiche 

• La celebrazione eucaristica va svolta in un luogo sacro, ponendo la doverosa attenzione alla cura e al corretto svolgimento delle diverse sequenze rituali. Non è rispettoso del Mistero celebrato, mai e neanche in situazioni come questa, soprattutto per trasmissioni in tv e mediante i social, affidarsi a celebrazioni improvvisate in qualunque luogo (fuori dall’aula liturgica) e poco curate. 

• La preparazione dell’omelia e della preghiera universale, insieme alla Parola proclamata, com­mentata e ascoltata, può suscitare e favorire la preghiera comune e la condivisione. 

• È opportuno proclamare la Parola di Dio in modo non rapido ma lento e meditato, dando lo spazio opportuno e necessario ai silenzi che non devono essere troppo lunghi, ma neppure insi­gnificanti. 

• Tutte le forme rituali, verbali e non verbali, chiedono preparazione e dignità nello svolgimento: dalla proclamazione dei testi e delle preghiere al silenzio, dalla dignità degli spazi liturgici alle vesti, dalla pertinenza dei canti all’uso dei diversi ed appropriati luoghi liturgici (la sede, per i riti d’introduzione e di congedo; l’ambone, e non leggii improvvisati, per la liturgia della Parola, l’al­tare per la celebrazione eucaristica). 

• Le parole e i gesti del rito hanno un’eloquenza e un’efficacia per le quali le “forme” rituali sono capaci di “informare”, cioè dare “forma” cristiana alla vita. Perché la forma non è mai solo forma­lità, ma è insieme contenuto, nello specifico è parte dello stesso Mistero. Anche i fedeli devono essere formati ad una “presenza”, se pur mediata dai mezzi di comunicazione, che non escluda il coinvolgimento del corpo, attraverso quelle forme che la partecipazione fisica alla celebrazione domanda di esprimere e di vivere, come forma di consapevole, piena, attiva e fruttuosa parteci­pazione, mai separabile e separata da quella interiore e spirituale. 

• Bisogna salvaguardare la trasmissione “in diretta” della celebrazione. Questo dovrebbe metterci in guardia da un proliferare di celebrazioni registrate. Resta valido l’invito a collegarsi “in diretta” e proprio questa contemporaneità vuole e può favorire la “partecipazione”, che è molto più di un semplice “seguire” la Messa, tanto meno “vedere” o “sentire” la Messa. 

 

Alcune attenzioni di regia

• È opportuno ricostruire uno sguardo che sia assembleare, ricalcando, pertanto, la visuale ampia. L’inquadratura, essendo in genere una camera - in molti casi quella dello smartphone - non riprenda costantemente un primo piano, ma si apra a un Campo Totale dove si veda altare, ambone, celebrante. In pratica, lo strumento sia posizionato in maniera tale da creare la dimensione assembleare per portare il fedele a una maggiore partecipazione.

• Ugualmente, è da curare l’audio dal punto di vista tecnico: se possibile, dovrebbe essere in presa diretta; questo, infatti, aiuterebbe a colmare il senso di distanza che necessariamente si crea.

• Un’altra attenzione va data alla cura in ordine al decoro della celebrazione liturgica. Ad esempio, si usino i libri liturgici (messale e lezionario) e non altri sussidi; l’altare e l’ambone siano ben illuminati; presso l’altare non manchino le candele; accanto all’ambone, nel prossimo tempo di Pasqua, sia collocato il cero pasquale (di cera) e ci siano anche composizioni floreali sempre sobrie e mai eccessive.


Per ulteriori dettagli è possibile visitare anche questa pagina dell'ufficio per le comunicazioni dell'arcidiocesi di Milano





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