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2 novembre

Commemorazione dei fedeli defunti

Anche il vescovo Marco, come tutti gli altri sacerdoti, celebrerà una messa al cimitero

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        Il 2 novembre, alle 15.00, come da antica tradizione, anche il vescovo Marco celebrerà una messa al cimitero monumentale di Mantova nel giorno che la Chiesa dedica alla commemorazione dei fedeli defunti. Anche in tutti i cimiteri della nostra diocesi, verranno celebrate delle messe alla presenza delle comunità cristiane, allo scopo di testimoniare la fede nella risurrezione dei morti e nella vita eterna. Non è inutile però ricordare che la Chiesa prega per i fedeli defunti anche in ogni messa quotidiana, all’interno della quale la liturgia riserva sempre un piccolo spazio, detto “memento, Domine…”, che vuol dire “ricordati, Signore…” e propone preghiere universali di suffragio alle anime di tutti i defunti.


QUAL È IL SIGNIFICATO DI QUESTA RICORRENZA?
Tale commemorazione appare già nel secolo IX, in continuità con l’uso monastico del secolo VII di consacrare un giorno completo alla preghiera per tutti i defunti. È però solo con l’abate benedettino sant’Odilone di Cluny che la data del 2 novembre viene dedicata alla commemorazione di tutti i fedeli defunti, per i quali già sant’Agostino lodava la consuetudine di pregare anche al di fuori dei loro anniversari, proprio perché non fossero trascurati quelli senza che non ricevevano preghiere da nessuno .
La speranza cristiana trova fondamento nella Bibbia, nella invincibile misericordia di Dio. «Io so che il mio redentore è vivo e che, ultimo, si ergerà sulla polvere!», esclamava Giobbe. Non è dunque la dissoluzione nella polvere il destino finale dell’uomo, bensì, attraversata la tenebra della morte, la visione di Dio. Il tema appartiene fortemente alla predicazione dall’apostolo Paolo che colloca la morte-resurrezione di Gesù in una successione non disgiungibile. I discepoli sono chiamati alla medesima esperienza, anzi tutta la loro esistenza reca le stigmate del mistero pasquale, è guidata dallo Spirito del Risorto. Per questo i fedeli pregano per i loro cari defunti e confidano nella loro intercessione. Nutrono infine la speranza di raggiungerli in cielo per unirsi gli eletti nella lode della gloria di Dio.


PERCHÉ SI RICORDANO I DEFUNTI IL GIORNO DOPO LA SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI?
Nella professione di fede noi affermiamo: «Credo nella santa Chiesa cattolica, nella comunione dei Santi». Per “comunione dei santi” la Chiesa intende l’insieme e la vita d’assieme di tutti i credenti in Cristo, sia quelli che operano ancora sulla terra sia quelli che vivono nell’altra vita. In questa vita d’assieme la Chiesa vede e vuole il fluire della grazia, lo scambio dell’aiuto reciproco, l’unità della fede, la realizzazione dell’amore. Dalla comunione dei santi nasce perciò l’interscambio di aiuto reciproco tra i credenti in cammino sulla terra e quelli viventi nell’aldilà.


PERCHÉ È STATA SCELTA LA DATA DEL 2 NOVEMBRE?
Nel convento di Cluny viveva un santo monaco, l’abate Odilone, che era molto devoto delle anime del Purgatorio, al punto che tutte le sue preghiere, sofferenze, penitenze, mortificazioni e messe venivano applicate per la loro liberazione da tale condizione. Si dice che uno dei suoi confratelli, di ritorno dalla Terra Santa, gli raccontò di essere stato scaraventato da una tempesta sulla costa della Sicilia; lì incontrò un eremita, il quale gli raccontò che spesso aveva udito le grida e le voci dolenti delle anime purganti provenienti da una grotta insieme a quelle dei demoni che gridavano contro lui, l’abate Odilone.
Costui, all’udire queste parole, ordinò a tutti i monaci del suo Ordine cluniacense di fissare il 2 novembre come giorno solenne per la commemorazione dei defunti. Era l’anno 928 d. C. Da allora, quindi, ogni anno la “festa” dei morti viene celebrata in questo giorno. Da allora quel giorno rappresenta per tutti una sosta nella vita per ricordare con una certa nostalgia il passato, vissuto con i nostri cari che il tempo e la morte han portato via, il bene che coloro che ci hanno preceduti sulla terra hanno lasciato all’umanità, e il loro contributo all’aumento della fede, della speranza, della carità e della grazia nella Chiesa.



QUALI SONO LE CELEBRAZIONI PRINCIPALI DI QUESTO GIORNO?
Secondo il Rituale Romano, «in molti modi le comunità parrocchiali esprimono questo senso della speranza cristiana. Per la commemorazione di tutti i fedeli defunti è consuetudine andare in processione al Cimitero e in tale occasione benedire le tombe. In questa o simili circostanze è opportuno promuovere una celebrazione con un apposito rito di benedizione». In molte parrocchie, anche della nostra dicoesi, c'è anche l'usanza di proporre altre preghiere al cimitero, quali il Vespro o il Rosario.

Diocesi di Mantova
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