Vivere la domenica

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26ª domenica Tempo ordinario

Contraddirsi

​E' più grande chi vede il proprio peccato, di chi vede gli angeli

Clarisse di San Silvestro
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In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». 

Risposero: «Il primo». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Come nella parabola del Padre Misericordioso, ci troviamo dinanzi a due uomini incoerenti che non comprendono fino in fondo il desiderio e la volontà del Padre.

Tra le due contraddizioni viene però preferita quella di chi fa senza dire, rispetto a chi dice di fare e poi si tira indietro. Questo ci fa capire che è "il fare" ad essere decisivo, mentre "il dire" resta comunque sempre ambiguo, perché sono i fatti che descrivono chi siamo, non le belle parole. 
La parabola di oggi fa pure intuire il percorso di conversione e di pentimento del figlio che fa la volontà del Padre. Che bello questo ricredersi, ritornare sui propri passi, dire con sincerità il proprio peccato e poi rimboccarsi le maniche per ripartire. 
Questo ci dice che la nostra vita non è chiusa e sprangata dopo un errore. Che anche una caduta può essere importante per rialzarsi e cambiare strada. Che non è obbligatorio suonarsi le campane a lutto dopo uno sbaglio. Isacco il Siro diceva che "è più grande chi vede il proprio peccato, di chi vede gli angeli"!  

Diocesi di Mantova