Vivere la domenica

Vivere la domenica

​13ª domenica Tempo ordinario​

Donare amore agli altri ci avvicina a Dio

Il Signore è la priorità che orienta la vita di ogni cristiano

Andrea Bonesi
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.

Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.

Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».

Crescere significa comprendere quali siano le vere priorità. Se in una prima parte della vita tutto può piacere o non piacere, a un certo punto questo criterio non basta. Basti pensare alle situazioni in cui non si è costretti dalla vita ma abbiamo qualche margine di scelta. Da un certo punto in poi le scelte, pur se piccole, concorrono nella direzione delle priorità che ci siamo dati.

Il Vangelo sembra colpirci con una certa forza grezza nei confronti delle scelte circa la propria vita e sembra quasi che ciò che più ci pare ovvio (amare i genitori o i figli) non sia poi così ovvio. Che pretesa ha il Signore di venirci a chiedere questo? Non è un po’ troppo?
La vera questione sono le priorità. Se dedico il mio tempo a lavorare come si deve poi potrò spendere del tempo buono con la mia famiglia. Ancora di più allora se è proprio il Signore al centro della tua vita, se è la tua priorità, tutto può essere contemplato in lui. Non si tratta di un aut–aut ma di una priorità irrinunciabile. Il Signore non ci chiederà mai di rinunciare all’amore per gli altri. Inoltre, così facendo, l’Amore di Dio ti dischiude agli altri, a uscire dal noto e dal conosciuto. Il tuo amore così può essere esteso alla comunità.

È un rischio quello di dover pensare solo alle proprie cose invece che agli altri. Dio ha fatto così? Ha amato noi così tanto da mandare il suo Figlio per la nostra salvezza. Attenzione però a mettere Dio come falsa priorità: quando è solo una priorità di immagine, sociale. Quando è una priorità espressa solamente con una presenza interessata ai riti e ai ritrovi comunitari.

Tempo fa ho provato il videogioco Chain of Memories, un’avventura che si svolge nel “Castello dell’Oblio”. Mi ha interessato la dinamica alla base del gioco: in questo luogo perdere è trovare e trovare è perdere. Mentre si avanza verso la vittoria, si perde un piccolo frammento di memoria, di vita, ma solo così è possibile salvare gli amici. Il segreto dell’Amore è proprio nel dare, morire per poi ritrovarsi pieni di vita. E nel mentre ci doniamo non c’è bisogno di gesti immensi: siamo i piccoli, i semplici, siamo discepoli: tra di noi un bicchiere d’acqua fresca è sufficiente.

Le letture della 13ª Domenica del Tempo ordinario: 2Re 4,8–11.14–16; Sal 88; Rm 6,3–4.8–11; Mt 10,37–42.

Diocesi di Mantova