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Esplosione nel porto di Beirut

Aperto un fondo diocesano per sostenere gli interventi Caritas a favore della popolazione

Redazione
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La terribile esplosione nella zona portuale di Beirut, che ha sconvolto la capitale libanese nel pomeriggio di martedì 4 agosto, ha fatto registrare oltre 200 vittime, 7 mila feriti e più di 300mila sfollati. Questa catastrofe colpisce un paese già piegato da una pesante crisi economica e sociale, acuitasi nell’ultimo anno, che ha ridotto in povertà moltissime famiglie.

Ingenti i danni alle abitazioni private, alle automobili, alle attività commerciali, agli uffici pubblici e privati, agli ospedali, travolti dall’onda d’urto. Migliaia di tonnellate di materiali che erano stipati nel porto sono andati distrutti, tra cui generi di prima necessità. Grave anche la situazione sanitaria, già aggravata dal Covid-19. È forte la preoccupazione per le tossine presenti nell'aria, tanto che Il ministro della salute ha consigliato a chiunque ne abbia la possibilità di lasciare la città. A questo si aggiunge l’altissimo numero di rifugiati ospitati nel Paese: circa un milione - quasi tutti siriani colpiti da una guerra che dura da 10 anni - su 4,5 milioni di abitanti, oltre ai palestinesi.


Papa Francesco ha lanciato un accorato appello alla comunità internazionale, affinché si adoperi per un generoso aiuto, e Caritas Italiana, che da anni collabora con Caritas Libano, sin dai primi momenti ha offerto solidarietà e vicinanza.


Un primo stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’Otto per mille è stato già inviato dalla presidenza CEI, tramite Caritas Italiana, per far fronte ai primissimi bisogni. Grazie all’immediato sostegno della rete Caritas, Caritas Libano ha subito attivato un primo piano di interventi per rispondere a tre bisogni urgenti della popolazione locale: assistenza sanitaria per i feriti (inclusa la salute mentale), fornitura di acqua e alimenti, alloggio per gli sfollati. 
Nello specifico il piano punta a raggiungere più di 84.000 persone, con:
- fornitura di generi alimentari, pasti caldi, farmaci e medicinali;
- trattamenti di primo soccorso e servizi di assistenza infermieristica tramite cliniche mobili;
- kit per l'igiene e per la pulizia della casa;
- supporto psicosociale;
- interventi di manutenzione e riparazione delle abitazioni danneggiate.


Purtroppo le conseguenze di questa tragedia si protrarranno nel lungo periodo. L’impegno della Caritas e delle altre organizzazioni umanitarie sarà quindi necessariamente lungo e complesso, concentrato nell’assistenza umanitaria ma anche nella riabilitazione, nell’accompagnamento e nel sostegno al reddito per le fasce più povere e vulnerabili della popolazione, anche sollecitando un’ampia mobilitazione del volontariato locale. 


La Caritas diocesana di Mantova sostiene gli interventi promossi da Caritas Italiana, e ha istituito un apposito fondo in cui convogliare le offerte che arriveranno, da inoltrare poi a Caritas Italiana.
Per contribuire è possibile fare un’offerta 

- tramite bonifico bancario sull’IBAN IT39S 01030 11502 000002000058 (Banca Monte dei Paschi di Siena, filiale 2221) 

- oppure sul conto corrente postale n. 13769468

specificando sempre la causale ‘Emergenza Libano'.
È possibile conferire anche offerte in contanti presso l’Ufficio Cassa della Curia vescovile in piazza Sordello 15, Mantova.


(fonte e aggiornamenti: Caritas Italiana)

Diocesi di Mantova
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