Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

3ª domenica del Tempo ordinario

Gesù ci rende partecipi della sua missione

Il servizio cristiano va vissuto in concreto, in ogni attività quotidiana

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Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa: «Terra di Zàbulon e terra di Nèftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti! Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».

Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono. Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo.

Gesù inizia il suo ministero dai confini del mondo. Qui comincia a brillare «una grande luce» (Mt 4,16) attraverso la predicazione e la testimonianza di Gesù. Egli è davvero la luce, come abbiamo sentito ripetutamente dire nel tempo natalizio. È significativo che la predicazione di Gesù parta con un appello: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino» (Mt 4,17). In altre parole, per accogliere Gesù occorre cambiare vita, in profondità: chiede un cambiamento radicale e noi sappiamo quanto sia difficile tutto questo, se pensiamo che spesso facciamo fatica a migliorare anche nelle piccole cose. Ma nulla è impossibile a Dio!

Sicuramente è quello che avevano scoperto i pescatori di Galilea – Simon Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni –, che avevano deciso di seguire Gesù. «Subito», dice il Vangelo, risposero alla chiamata del Maestro e si misero sulle sue orme. Sorprende la loro prontezza e disponibilità. E pensare che erano pescatori, cioè uomini semplici, però erano rimasti affascinati dalla persona e dalla proposta di Gesù. La conversione richiede decisione, coraggio, capacità di farsi trasformare dall’amore di Cristo.
Gesù ci chiama a seguirlo e a servirlo non in situazioni eccezionali di vita, ma nell’esperienza di tutti i giorni: a scuola per gli studenti, in fabbrica o in ufficio per i lavoratori, in famiglia per chi è sposato ed è genitore, negli spazi del bene comune per quanti svolgono servizi di volontariato oppure hanno incarichi istituzionali.
C’è un ultimo aspetto da evidenziare, racchiuso nella frase: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini» (Mt 4,19). Questa definizione significa “salvatori di uomini”, il che è straordinario, perché vuol dire che Gesù ci fa partecipi della sua stessa missione di salvezza. I discepoli di Gesù ripetono i medesimi gesti di Gesù che aiutano gli uomini ad abbandonare situazioni negative di vita per incamminarsi verso realtà nuove, più umane e più fraterne, degne dell’identità di figli di Dio. «Se tu mi apri gli occhi, Signore, io vedrò la tua luce, i miei piedi cammineranno nella via della vita. Signore, se tu illuminerai, io potrò illuminare. Tu fai di noi la luce del mondo» (Carlo Maria Martini).


Le letture della 3ª Domenica del Tempo ordinario: Is 8,23-9,3; Sal 26; 1Cor 1,10-13.17; Mt 4,12-23.

Diocesi di Mantova