Vivere la domenica

Vivere la domenica

Ascensione del Signore

Gesù è nel Regno e lascia la porta aperta

La presenza di Cristo si manifesta nella vita quotidiana

Andrea Bonesi
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In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.

Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Non c’è creatura più intelligente dell’uomo. Tuttavia non tutto è ancora comprensibile: per alcune realtà una soluzione è prenderle così come sono e non chiedersi troppo il perché. Potremmo dire di prenderle con fiducia. Dio stesso rientra in queste realtà inafferrabili: è Padre e Figlio, è Dio e uomo, Gloria e sofferenza, nato da una Vergine e madre, e si potrebbe continuare l’elenco per molto.

La festa dell’Ascensione sembra dare concretezza a queste difficoltà. Proviamo a vedere cosa ci racconta di Dio questa festa. In primo luogo si crea una separazione tra il mondo di Dio e il mondo dell’uomo: Gesù ora è alla destra del Padre, non è più tra noi. Lo si vede bene nell’icona dell’Ascensione, dove una leggera fila di montagne e alberelli separa in due l’icona: il cielo e la terra. Questo crea in noi e in coloro che sono citati nel racconto un certo sgomento. Infatti questi ultimi continuavano a guardare in alto, possiamo immaginarci anche con un senso di nostalgia.
Che cosa c’è in alto, nel cielo? Una porta. Gesù sta per entrare nell’eternità. Entra in un’altra realtà ma la porta non è destinata a chiudersi. Per questa porta si entra e si esce. Gesù è lontano da noi ma ha lasciato la porta aperta per ritornare ogni volta che spezziamo il pane: è nella liturgia che la comunità cristiana lascia che quella porta rimanga aperta. È quella porta che rischia di chiudersi se prendiamo delle cose del mondo ma senza un’apertura al cielo.
Sempre nell’icona, la stessa simbologia circolare attorno a Cristo si ripropone nella disposizione degli apostoli, di Maria e degli angeli nella parte inferiore. Un cerchio nel cielo e un cerchio sulla terra, la vittoria di Cristo e la vittoria dell’umanità: se rimaniamo “in forma” allora è proprio vero che Gesù sarà con noi sempre.
Lasciamo che ogni gesto di Gesù per noi sia un’evidenza per la nostra apertura a lui, prima ancora che un problema. Teniamo gli occhi fissi non al cielo però, ma alla comunità, a chi ci è affidato, laddove si manifesta ogni giorno la presenza di Cristo, fino alla fine del mondo.
Le letture dell’Ascensione del Signore: At 1,1–11; Sal 46; Ef 1,17–23; Mt 28,16–20.

Diocesi di Mantova