Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

3ª domenica di Avvento

Giovanni Battista prepara la strada a Cristo

La sua missione non ha eguali, arriva alla soglia del tempo nuovo

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In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui».

Nella terza domenica di Avvento la liturgia attenua la sobrietà dei colori e dei segni e si apre con l’invito a “rallegrarsi” perché il Signore è vicino. Tuttavia il Vangelo non ci lascia tranquilli: inserisce il tormento del dubbio nell’esperienza dell’attesa.

Colui che dubita non è un credente fiacco: è la voce che ha gridato dal deserto la necessità della conversione, è il Battista che ha riconosciuto Gesù di Nazaret. Eppure, dal fondo della sua prigione, è assalito dal dubbio e non vuole morire senza una risposta. «Sei tu colui che deve venire?» fa chiedere a Gesù. Nel deserto, Giovanni Battista aveva annunciato l’avvento del Regno come la grande opera di purificazione. Ora, invece, Gesù guarisce gli ammalati, accoglie i poveri, consola i disperati. È diverso da come se lo immaginava; forse si deve attendere qualcun altro. Gesù mette in questione le sue sicurezze.

L’esperienza di Giovanni è unica. Questo, però, non lo preserva dal sospetto di essersi sbagliato. Il momento è veramente drammatico: il Battista vede chiaramente avvicinarsi la sua fine. Tuttavia, il dubbio è parte dell’attesa e non il tradimento di una fede; è uno strumento di destabilizzazione che ci costringe a chiedere «Sei tu?» e ad attendere la risposta. Gesù risponde indicando le sue opere: fatti concreti, azioni che restituiscono la libertà a chi l’ha perduta. Ma attenzione! Allora come oggi, restituire dignità ai poveri può essere scandaloso. Dio non è come ce lo rappresentiamo.

Il dubbio di Giovanni non scandalizza Gesù, anzi lo indica come «il più grande». Prima, però, chiede alla folla di pronunciarsi sul Battista. La definizione arriva: è un profeta. Giusto, ma non completo. Egli è colui che prepara la strada al Signore. Per questo Gesù dice che tra i nati da donna nessuno è più grande di lui: la sua missione, infatti, non ha eguali, ma arriva alla soglia del tempo nuovo. Il Signore viene ora e ci raggiunge nelle prigioni più profonde, dove ci confinano il nostro dubbio e le nostre personali rappresentazioni di Dio. Viene per rispondere alla domanda da cui dipende la riuscita della nostra esistenza.


Le letture della 3ª Domenica di Avvento: Is 35,1-6.a 8.a. 10; Sal 145; Gc 5,7-10; Mt 11,2-11.

Diocesi di Mantova