Notizie e approfondimenti

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Verso la fase 2

"Il coraggio di una nuova immaginazione del possibile"

Tavoli di studio e confronto tra le diocesi lombarde per la ripresa della vita liturgica.

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   Siamo in attesa di una FASE 2 per la ripresa di una nuova normalità nella vita civile e religiosa delle nostre comunità. Un’attesa laboriosa, come suggerito da Papa Francesco: bisogna “trovare il coraggio di una nuova immaginazione del possibile, con il realismo che solo il vangelo può offrire”. Le diocesi lombarde hanno accompagnato il cammino tribolato delle persone, che dura ormai da due mesi, con la preghiera di intercessione, con la condivisione del dolore per chi è stato colpito dalla malattia e dalla morte, creando reti di prossimità e rispondendo ai bisogni più urgenti mediante i servizi delle nostre Caritas. 


A tutti i credenti – così si è espresso il vescovo Marco-  è costato accettare di sospendere la normale vita liturgica in ottemperanza alle disposizioni governative. L’osservanza delle norme di sicurezza non è solo questione di obbedienza formale alle normative, è soprattutto tutela per il bene della salute pubblica e rispetto per la sofferenza di chi è stato colpito dal virus e di chi è morto, non da ultimo anche per collaborare con gli operatori sanitari sottoposti, per lunghe settimane, a forte stress. Il nostro vivo desiderio di riprendere le celebrazioni è rispettoso di questo dolore che vogliamo non si ripeta. Siamo, inoltre, persuasi che il desiderio della ripresa vada raccolto nella sua completezza: non solo è vitale la ripresa delle attività lavorative, la mobilità… per la vita delle persone è fondamentale il nutrimento spirituale che risponde al bene più alto e profondo della loro umanità”.


I vescovi si sono fatti voce della preoccupazione di ritornare a celebrare il rito delle esequie (come pure di consentire la visita ai cimiteri) per dare dignità ai defunti, consolazione ai parenti, espressione al cordoglio e al suffragio comunitario.  

L’interlocuzione con le autorità governative – prosegue Busca -  non è mai venuta meno. Nei giorni scorsi si è avviata una modalità di studio e confronto per la FASE 2, auspicata dalle diocesi lombarde e richiesta dalle stesse autorità civili (Prefetto di Milano, Regione Lombardia, Comune di Milano, ATS), avvallata anche dal governo e dalla CEI come contributo su scala nazionale. L’obiettivo è la ripresaDa parte di noi vescovi lombardi si tratta di presentare alle autorità civili ipotesi persuasive che possano fornire una immaginazione di modalità pratiche che rendano possibile la ripresa di attività e servizi centrali nella vita della Chiesa”. 


In questo momento sono stati costituiti 5 tavoli di elaborazione per gli ambiti più urgenti: celebrazioni e vita liturgica; attività degli oratori nei tempi estivi; attività sociali e caritative; attività scolastiche delle scuole paritarie; la vita ordinaria del prossimo anno pastorale: catechesi, incontri pastorali, ecc. Gli incaricati delle singole diocesi per i vari settori (liturgico, pastorale giovanile e scolastica, Caritas) sono stati coinvolti nel presentare istanze, suggerimenti, proposte, facendosi portavoce del contributo che diverse realtà, singole persone o gruppi, hanno fatto pervenire ai vescovi e agli organismi pastorali delle diocesi. “I settori– così ci precisa uno degli incaricati - si sono attivati. Seguendo un ordine di urgenza, il confronto sulle celebrazioni è prioritario. Si tratta di pensare a modalità di ripresa delle attività liturgiche delle comunità cristiane consoni con orientamenti e disposizioni riguardanti tre attenzioni inderogabili: distanziamento, protezione, scaglionamento. Si sta discutendo a quali condizioni si può riprendere la celebrazione eucaristica con la partecipazione del popolo. Si tratta di combinare le esigenze della liturgia e le esigenze della sicurezza. Le competenze civili (specie ATS) indicheranno i parametri da rispettare per celebrare senza rischi di assembramento, di contatto con il contagio, di tenuta igienica degli spazi. L’osservanza di questi parametri e la messa in atto di celebrazioni possibili spetterà alla responsabilità e alla prudenza dei pastori e delle comunità


Questo lavoro, a più voci, avrà degli sviluppi importanti nei prossimi giorni, nei quali saranno delineate le possibilità e le modalità della fase due. Le informazioni saranno comunicate e condivise, in vista di una recezione efficace nelle nostre comunità.   



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Diocesi di Mantova
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