Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Santissimo Corpo di Cristo

Il corpo di Cristo accompagna i nostri passi

L'Eucaristia è un dono, la sorgente delle nostre relazioni umane

C:\fakepath\10-vangel.jpg

Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».

Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».

I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.

Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

È stata un’emozione per tanti bambini che, in queste domeniche, per la prima volta si sono accostati all’Eucaristia. Nei loro sguardi si poteva leggere l’attesa, la tensione dell’incontro e, al termine, l’esplosione della gioia. Per molti di loro quel dono ricevuto li accompagnerà per tutta la vita; per altri, invece, quel momento diventerà un lontano ricordo, lontano dalla forza rigeneratrice che il sacramento offre. Ricevere il corpo di Cristo li ha fatti entrare in una relazione nuova con lui, quella di accoglierlo dentro di loro come forza vitale. Ma questa relazione va continuamente alimentata: quell’incontro non è stato un semplice fatto emotivo, ma la vera forza che accompagnerà il credente lungo tutta la sua vita.

Gesù è consapevole delle fragilità e delle stanchezze che accompagnano i suoi discepoli ed è per questo che decide di lasciare dei segni concreti della sua presenza. Consapevole del destino che stava per compiersi a Gerusalemme, Gesù ha voluto condividere con i suoi amici la sua Pasqua: «Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: “Prendete, questo è il mio corpo”. Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti» (Mc 14,22-23).
Pane e vino, elementi simbolici della tradizione ebraica, diventano gli alimenti unici e indispensabili per coloro che li accoglieranno. Gesù stesso diventa “pane e vino”, cibo essenziale per il credente. In tal senso la festa del Corpus Domini mostra un corpo che si dona totalmente per gli amici, che non conosce risparmio per aiutare chiunque ha bisogno. Per questo la Chiesa ha voluto dedicare una solennità a questo evento fondamentale della nostra fede. Ricordare che in ogni celebrazione eucaristica si rinnovano le benedizioni di Gesù e che noi siamo i destinatari, come lo sono stati i discepoli nell’incontro personale con Gesù. Siamo noi gli invitati a quella cena, ogni volta che ci accostiamo all’Eucaristia, siamo noi che entriamo in quell’intimità con lui.
Il corpo di Cristo, però, non è soltanto la persona di Gesù, ma anche la Chiesa che è la sua "sposa". Il grande rischio che corriamo è quello dell’abitudine, che il sacramento perda la sua forza di novità. Come vivere allora il rapporto con l'Eucaristia? Riconoscendo sempre il dono che lo accompagna. Partecipare a ogni Messa in modo consapevole, attivo, fruttuoso; l’esperienza eucaristica diventi la sorgente delle nostre relazioni umane. Così tutta la giornata, a partire dall'Eucaristia, può diventare un "Amen" detto e ripetuto al Signore, alla Chiesa e a ogni uomo.

Le letture della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo: Es 24,3-8; Sal 115; Eb 9,11-15; Mc 14,12-16.22-26.

Diocesi di Mantova