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Castel Goffredo

Il MAST - Museo della città

Intervista alla direttrice, Barbara D'Attoma

Redazione
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Il MAST - Museo della Città si trova a Castel Goffredo, all'interno degli storici Palazzo della Prevostura e Palazzo Negri, di proprietà della parrocchia di Sant'Erasmo vescovo e martire.
Inaugurato nel 2017, da ottobre del 2018 è stato riconosciuto anche dalla Regione Lombardia.
Il museo ha lo scopo di raccontare ai visitatori la storia della città di Castel Goffredo dalla preistoria alla contemporaneità, attraverso un percorso espositivo che comprende opere di committenza religiosa e laica quali dipinti, sculture, epigrafi, stemmi lapidei, arredi e documenti, ma anche codici miniati, libri e oggetti liturgici (stendardi, ostensori, calici, paramenti ed altro ancora), appartenenti alla parrocchia prepositurale di Sant'Erasmo.
Gestito dall’associazione Gruppo San Luca, è stato concepito anche come luogo di formazione permanente: mette infatti a disposizione percorsi didattici per le scuole, organizza laboratori ludico didattici per bambini e ragazzi, corsi di arte e cultura per adulti, corsi di aggiornamento per docenti, conferenze e momenti ricreativi.
Abbiamo incontrato la direttrice, Barbara D’Attoma.


Carissima Barbara, lei è la direttrice del Mast dal 2018. Cosa ha trovato al suo arrivo, e cosa è cambiato da allora?

Era la fine del 2017 quando ricevetti la telefonata di un amico che mi segnalava l’imminente apertura del museo della Città di Castel Goffredo. Stavo concludendo la mia esperienza di coordinatore del Sistema Museale di Valle Trompia e non mi aspettavo che nel giro di poco tempo mi sarei letteralmente catapultata dai monti valtrumplini alla pianura mantovana. 

Il percorso da allora è stato proficuo e arricchente, nonostante il grande vuoto lasciato nel marzo 2020 dalla scomparsa di Corrado Bocchi, anima del progetto museale con l’associazione Gruppo San Luca che tuttora lo gestisce con tenacia ed ambizione. 

Così è cominciata la mia storia al MAST, proseguita con l’ottenimento del Riconoscimento da parte di Regione Lombardia, l’aver dotato il percorso di installazioni multimediali che raccontano la storia del territorio, e l’allestimento della sezione archeologica. Grazie a un bando Cariplo, vinto dall’associazione San Luca nel 2017, abbiamo recentemente inaugurato l’Antica Sagrestia, ubicata all’interno della chiesa prepositurale di Sant’Erasmo, che conserva il ricco patrimonio di reliquie e reliquiari donate alla comunità dall’inizio del Seicento. Il prossimo passo importante sarà il completamento dell’allestimento della Torre civica, sede del museo dedicato a Corrado Bocchi, in cui sarà possibile ripercorrere la storia della fortificazione castellana.


Cosa significa per una comunità parrocchiale avere un museo? Quali opportunità comporta?
Significa confrontarsi costantemente, individuare insieme le modalità per coinvolgere fasce diverse di utenza, dai più piccoli agli anziani, e contemporaneamente aprirsi a nuovi stimoli culturali e sociali. L’importante è avere chiaro che il futuro polo della cultura castellana, nel quale si comporranno il museo, l’Antica Sagrestia, la Torre Civica e il resto del collante urbano, avrà come obiettivi la conservazione, la promozione e la valorizzazione di un patrimonio unico, non perché eccezionale, ma perché identitario.


Chiesa e cultura hanno sempre dialogato. Quale rapporto ha il Museo da lei diretto con la cultura locale? 
Mi piacerebbe che con il tempo la comunità identificasse nel museo non un luogo a sé, ma imbrigliato nelle dinamiche comunitarie, un luogo di raccolta, elaborazione e restituzione di un’esigenza di crescita culturale e sociale. Credo sia poco utile generare la percezione di un museo come luogo chiuso e autoreferenziale, non in grado di dialogare con i visitatori, incapace di stimolare curiosità ed emozioni soprattutto per i non addetti ai lavori. Come in tutte le cose nessuno cresce da solo, nemmeno un museo, che come un individuo nasce, si forma, inciampa e si rialza più forte.


Un motivo per venire a visitare il Museo?
Semplicemente: ascoltare storie.

Diocesi di Mantova
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