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Fratel Ettore Boschini

Il messaggio del vescovo Marco

Un gruppo di pellegrini mantovani oggi a Casa Betania

Redazione
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*** IL vescovo Marco ha voluto affidare al sito diocesano il messaggio che oggi (20 agosto) un gruppo di pellegrini mantovani guidati da don Giovanni Volta, porteranno a Casa Betania nell'anniversario della nascita al cielo di frate Ettore Boschini. 


                                                                                                                                         

Cari amici, 

            oggi tornate come pellegrini a “Casa Betania” per celebrare il 18° anniversario della nascita al cielo di fratel Ettore Boschini. La casa da lui fondata ha preso il nome dalla casa del villaggio in cui Gesù si è fermato a visitare gli amici Lazzaro, Marta e Maria. Una piccola chiesa, a misura di famiglia, dove viveva gente comune a cui Gesù voleva particolarmente bene. Per il cammino sinodale del prossimo anno, la Chiesa italiana ha scelto proprio l’icona biblica di Betania e per la nostra diocesi di Mantova abbiamo scelto come parola-guida: Lo Spirito guida i nostri passi sulle strade e nelle case della gente. 

            Mi unisco alle preghiere che metterete oggi nelle mani e nel cuore di fratel Ettore affinché le presenti al Padre. In particolare chiedete a questo figlio della nostra chiesa mantovana di aiutarci a stare sulle strade e nelle case della gente con un po’ di quel dono di carità estrema e di audacia evangelica che ha caratterizzato la sua missione. Lo Spirito gli ha aperto gli occhi sulla crisi delle strade di Milano popolate da senza tetto, barboni, disadattati sociali che rischiavano di rimanere “invisibili”. Per loro ha sentito interiormente la chiamata a procurare un “rifugio”, non solo di assistenza materiale, soprattutto di profonda compassione e di carità spirituale. 

“Ettore dei poveri” era un iniziatore; aveva il coraggio dei primi passi. Con il rosario in mano andava in giro a cercare i diseredati, convinto che avvicinarsi al povero era un atto “sacro”. Aiuti ciascuno di noi e la nostra chiesa a compiere passi concreti verso i bisognosi che ci stanno accanto, con i suoi stessi sentimenti di venerazione e rispetto.  

Fratel Ettore credeva alla puntualità della Provvidenza e si affidava a lei; aiuti anche noi a tener conto della contabilità del Cielo e a fare i conti non solo con i nostri mezzi e le nostre risorse, altrimenti ci tiriamo indietro troppo presto con la scusa che siamo pochi, non siamo capaci, non siamo pronti, ci manca qualcosa per attivare la fantasia dell’amore. 

Fratel Ettore non faceva discorsi sui poveri, preferiva trovare soluzioni di emergenza per tutti; giunto a sera, avvicinandosi all’altare, diceva: “Sei contento Gesù?”. Ci aiuti lui a coltivare utopie concrete, a intuire il bene possibile da fare, a offrirlo al Signore senza evidenziare la nostra firma sulle opere che, per grazia sua e con il suo aiuto, abbiamo potuto realizzare. 

Fratel Ettore, addomesticaci a una santità dei fatti, aiutaci a stare sulle strade e tra le case come facevi tu, con la fiducia nella Provvidenza, la forza della preghiera, il dono della carità che profuma di Dio e non si rassegna al cattivo odore dei tanti gesti di disumanità che vediamo attorno a noi e a cui non vogliamo rassegnarci.

Buon pellegrinaggio! 


vostro vescovo Marco  

Diocesi di Mantova
Diocesi di Mantova