Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Battesimo del Signore

Il «vero» medico che ci guarisce con il Battesimo

​Là dove il male fa paura, la risposta sta nel confidare nella «vita nuova»

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In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».

Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Il recente rapporto del Censis ha descritto un’Italia in preda alla paura per la crisi economica, per il futuro sociale e politico confuso e per molti versi “incattivita. Quali soluzioni trovare? Bisogna andare al cuore e alla mente delle persone dove albergano bene e male. C’è bisogno di rinnovamento interiore. Ecco quello che ci propone il brano del Vangelo secondo Luca in occasione della festa del Battesimo del Signore, che conclude il tempo natalizio.

«Il popolo era in attesa» (3,15). Anche allora, come oggi, si era in attesa di un “salvatore”. Giovanni Battista aveva messo in evidenza i mali del cuore e i suoi frutti (incapacità a condividere, mancanza di giustizia, uso della forza e della violenza, maltrattamenti) e aveva, con il suo Battesimo simbolico di sola acqua, risvegliato il desiderio di purificazione.
«Il cielo si aprì» (3,21). Solo Dio può perdonare i peccati e ricreare il cuore dell’uomo. Gesù viene presentato pubblicamente proprio dal Padre: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento» (3,22). Ecco allora la missione di Gesù, vero primo missionario di salvezza. Meriterà la vita nuova con la sua incarnazione, passione, morte e risurrezione e con l’invio dello Spirito Santo.
«Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco» (3,16). Lo Spirito Santo è “fuoco” che libera dal peccato di origine, è la vita divina che irrompe nel cuore dell’uomo che si apre ad accoglierla. Il peccato è tolto, il male è vinto. È una vita nuova, una rinascita come dice il Salmo 104,29-30: «Nascondi il tuo volto: li assale il terrore; togli loro il respiro: muoiono, e ritornano nella loro polvere. Mandi il tuo Spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra».
Dov’è iniziata in noi questa rinascita? Nel nostro Battesimo. Riprendiamo le parole del vescovo Marco Busca nella sua lettera pastorale Generati in Cristo nostra vita: «Nel Battesimo accade qualcosa. La sua efficacia consiste nel rendere nuova la nostra umanità. Quell’acqua è per noi tomba e madre: una vita muore e una rinasce. La veste bianca del battezzato è il simbolo della sua nuova condizione di vita: “Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo” (Gal 3,27). È la veste di un re: la sua vita, ormai unita all’umanità trasfigurata di Cristo, non è più dominata dalle forze oscure del mondo; si muove nel mondo con libertà e creatività».
Là dove il male sembra dominare e ci fa paura e ci incattivisce, la risposta sta nel confidare nella purificazione e nella vita nuova che ci viene solo da Dio. Il tutto è in noi, grazie al Battesimo ricevuto, purtroppo poco conosciuto e vissuto.
Le letture della festa del Battesimo del Signore: Is 40,1-5.9-11; Sal 103; Tt 2,11-14; 3,4-7; Lc 3,15-16.21-22.

Diocesi di Mantova