Notizie e approfondimenti

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Centro missionario

Imparare dal mondo e dai più poveri

Una bella esperienza per alcuni ragazzi mantovani in questi mesi estivi

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“Dove andate precisamente? A fare che cosa? Ma soprattutto perché andate?” Di sicuro sono queste le domande che Martina ed Enrico si sono sentiti rivolgere prima della loro partenza per l’esperienza missionaria in Togo. E sono le stesse domande su cui i ragazzi del progetto “Giovani in Missione”, guidati da don Stefano Tognetti e da Elisa Magalini, hanno cercato di riflettere nei mesi scorsi durante gli otto incontri di preparazione alla breve esperienza missionaria. 

     Una quindicina di giovani si sono rivolti al Centro Missionario per chiedere di poter fare un periodo di servizio in una missione in Africa o in America Latina e alcuni di loro riusciranno a realizzare il loro desiderio già quest’estate. All’inizio per molti dei partecipanti al corso di preparazione al viaggio il significato della parola “missione” era un po’ confuso, poi si è arricchito dei racconti di chi aveva già fatto questa esperienza e degli incontri con i missionari; hanno ascoltato, fatto domande e si sono confrontati accettando di mettersi in gioco con impegno ed entusiasmo. I primi a partire, il 16 luglio, sono stati Enrico Bosio di Marmirolo e Martina Margonari di Bagnolo San Vito. La loro destinazione è Amakpapè, un piccolo villaggio a 80 KM dalla capitale del Togo, dove rimarranno un mese ospitati dall’Associazione “Cuori Grandi”. Una scuola, un campo sportivo, un’infermeria, una chiesa in costruzione saranno i luoghi dove potranno condividere l’esperienza missionaria con i giovani del luogo e con altri volontari. 

     Dal 27 agosto al 6 ottobre Margherita Rodelli, di Roverbella, andrà nel Nord Est del Brasile dove la comunità di Sao Mateus è sempre disponibile ad accogliere e ad accompagnare i visitatori per il forte legame che ha con la chiesa di Mantova. L’asilo per i bambini e l’infermeria, sostenuti ancora dai mantovani, saranno alcuni degli ambiti del suo servizio a Sao Mateus. Martina, Enrico, Margherita e gli altri che partiranno in futuro, forse hanno motivazioni ed aspettative diverse, ma tutti hanno capito che questo viaggio va affrontato con uno stile semplice, con un atteggiamento improntato all’ascolto, aperto all’incontro con l’altro nel rispetto delle persone, delle culture e dei problemi del paese che li ospita. Che cosa andranno a “fare”? Certamente non a “salvare il mondo” ma, piuttosto, ad “imparare”.  In attesa, al loro rientro, di ascoltare il racconto del viaggio, auguriamo a questi ragazzi di tornare più ricchi di esperienze, di amicizie e anche capaci di al ritorno capire un po’ di più loro stessi e le loro vite.  


Diocesi di Mantova
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