Commento al Vangelo

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Domenica delle Palme

La certezza di essere «amati fino alla fine»

È l'amore il sentimento che ci accompagna verso la Pasqua

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Con il racconto della Passione secondo Luca, la liturgia della Domenica delle Palme ci fa entrare nella settimana che precede la Pasqua. La Quaresima ha dato l’occasione, con i suoi momenti liturgici e le varie iniziative, per fermarsi un po’, pensare, forse ritornare.

«Notte di veglia fu quella notte per il Signore» che ha fatto passare illesi gli israeliti attraverso il mar Rosso e ha travolto gli egiziani, i loro carri e i loro cavalli nelle sue acque. Quegli egiziani non li avrebbero più visti e avrebbero dovuto ricordare per sempre quella notte tramandandola ai propri figli, celebrandola nella cena pasquale. «Notte di veglia fu quella notte per il Signore», non di riposo. Egli doveva “liberare” e non poteva mandare altri. Lui ha chiamato il titubante Mosè dal roveto, ha mandato i suoi prodigi sul caparbio Egitto, ha fatto piegare la fronte al potente faraone e, per questo, ancora lui e solo lui può aprire e chiudere le acque del mare e “far passare” il popolo.
«Notte di veglia fu quella notte per il Signore, Gesù». Non di riposo, non di gloria umana come invece avrebbero voluto molti dei suoi che lo avevano accompagnato fino alla città santa. Lui ha chiamato dodici uomini entusiasti, ha dovuto vegliare da solo quando aveva chiesto che qualcuno pregasse con lui mentre, proprio i discepoli, erano annebbiati dal sonno della poca fede. Lui si è visto consegnato con un bacio e ha chiamato ancora “amico” chi lo tradiva, ha eletto Simone come “pietra” e lo ha dovuto sostenere nella tempesta del suo rinnegamento perché non affogasse. Alla fine si è riposato, sì, ma per la compassione di un uomo che lo ha fatto schiodare dalla croce e gli ha dato il suo sepolcro come tomba e per l’amorevole pietà di alcune donne che, dall’inizio, lo hanno seguito perché di quelli che “avrebbero dato la vita per lui e non lo avrebbero mai abbandonato”, non c’era più nessuno.
Ma “bisognava” avvenisse così per il Figlio dell’uomo. «È la Pasqua del Signore!», non quella dei discepoli. È l’occasione non tanto per pensare o celebrare la Pasqua ma, come direbbe Giovanni, vederla, toccarla, udirla. La Pasqua ci coinvolge certamente, è la nostra salvezza, ma è “roba sua”, del Signore, non nostra, e i racconti della Passione ce lo rammentano. Entriamo in questa settimana con un solo proposito, quello di conservare la gioia e la certezza di essere tutti “amati sino alla fine” di amore eterno, amore che vince la morte e il peccato. Viviamo tutto ciò non solo pensando e quindi credendo ma anche come ci suggerisce il Salmo: «Gustate e vedete quanto è buono il Signore!».


Le letture della Domenica delle Palme: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Lc 22,14 - 23,56.

Diocesi di Mantova