Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Ascensione del Signore

La Chiesa missionaria mostra il volto di Dio

Noi siamo le «mani» con cui il Signore svolge le proprie opere

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In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.

Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

La solennità dell’Ascensione celebra il compimento del mistero pasquale riguardo a Gesù Cristo riguardo alla Chiesa inviata a continuare nel mondo la sua missione e riguardo alla nostra umanità che viene accolta nella pienezza della vita divina. Cielo e terra sono comunicanti: Dio accoglie l’uomo nella sua pienezza di vita, l’umanità rinnovata annuncia la presenza e l’opera di Dio nel mondo.

Il brano del Vangelo di Marco presenta l’ultima parte del cosiddetto “finale lungo”, aggiunto successivamente alla prima conclusione sconcertante e scandalosa. La prima conclusione infatti terminava con il versetto dove si dice che le donne, uscite dal sepolcro, «fuggirono via perché erano piene di spavento e di stupore». Dalla risurrezione di Gesù scaturisce la missione della Chiesa, dal suo essere innalzato, elevato in cielo e dal suo sedere alla destra del Padre deriva l’universalità della missione («Andate il tutto il mondo e predicate il Vangelo a ogni creatura»).

La missione è itinerante: si annuncia il Vangelo andando, in viaggio, come Gesù che «percorreva i villaggi insegnando». Il verbo “predicare” (kerussein) richiama la missione del Battista, quella di Gesù e quella della Chiesa e indica l’annuncio di un evento, di una notizia decisiva. Non è una semplice informazione, ma un vero e proprio appello. Il contenuto dell’annuncio è appunto il Vangelo, la “buona notizia” che è Gesù e che riguarda Gesù. Il Vangelo annuncia l’agire di Dio nella storia: ora che Cristo è tornato presso il Padre («Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo, ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre», Gv 16,28), la sua missione continua nel mondo attraverso la Chiesa. Ora è la Chiesa che rende visibile il volto di Cristo nel mondo in questo tempo che sta tra la Pasqua e il ritorno glorioso del Signore.
Anche i segni che accompagnano la missione dei discepoli richiamano i segni che hanno accompagnato la missione di Gesù e quelli che ritroviamo negli Atti degli apostoli accanto alla predicazione di Paolo, di Pietro e dei loro collaboratori. Come nel mistero dell’incarnazione Cristo scendendo sulla terra non ha abbandonato il cielo, così nella sua ascensione non ha abbandonato la terra. È solo cambiata la modalità della sua presenza. Lo dice bene un’antica preghiera di un anonimo fiammingo del XV secolo: «Cristo non ha più mani, ha soltanto le nostre mani… Ciò che facciamo in parole e opere è l’evangelo che lo Spirito sta scrivendo».
Ci sono due esperienze tratte dalla nostra vita che ci aiutano a intuire qualcosa del mistero dell’ascensione: l’internalizzazione della figura materna da parte del bambino e il cammino dell’elaborazione del lutto. Nei primi mesi di vita il bambino sente la madre come parte di sé e, quando la madre si allontana, piange e soffre avvertendone l’assenza. Poi con il passare dei mesi sente la sua presenza dentro di sé e accetta più serenamente la sua distanza. Così avviene nel percorso dell’elaborazione del lutto: nell’ultima fase chi ha elaborato la perdita dice di “sentire” la presenza della persona amata dentro di sé. È bella e consolante questa verità della nostra fede: il Signore Gesù che siede alla destra del Padre è con noi tutti i giorni sino alla fine dei tempi.
Le letture della solennità dell’Ascensione: At 1,1-11; Sal 46; Ef 4,1-13; Mc 16,15-20.

Diocesi di Mantova