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Liturgia

La gioia di testimoniare

Intervista al vescovo Marco Busca dopo la recente nomina a Presidente della Commissione episcopale della Cei

DI Antonio Galuzzi
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Abbiamo incontrato il vescovo di Mantova, monsignor Marco Busca, per chiedergli qualche impressione sulla sua recente nomina a Presidente della Commissione per la Liturgia della Conferenza Episcopale italiana (Cei)


Don Marco, com’è avvenuta la nomina, e se la aspettava?
Il processo per nominare i Presidenti delle Commissioni episcopali dedicate ai vari settori pastorali parte dalle Conferenze Episcopali regionali. Ognuna di esse segnala come candidati alcuni vescovi, scelti non solo tra i membri della propria Conferenza ma sul territorio nazionale. L’Assemblea generale della Cei elegge, con voto segreto, il Presidente scegliendolo tra i vescovi indicati dalle Conferenze regionali. Dunque, sapevo di essere tra i candidati, ma non potevo prevedere le scelte dei miei confratelli. Nell’individuare il Presidente si tiene conto anche della formazione da cui proviene; prima di essere vescovo di Mantova, per più di vent’anni mi sono dedicato allo studio e all’insegnamento della teologia, in modo particolare dei sacramenti. Il presupposto della competenza può spiegare, almeno in parte, l’elezione dei Presidenti di Commissione.


In che cosa consiste il lavoro della Commissione?
Le Commissioni episcopali in seno alla Cei attualmente sono dodici, composte da minimo sette membri eletti dal Consiglio Episcopale Permanente, che ricevono un mandato quinquennale. Solitamente si riuniscono quattro o cinque volte l’anno, talvolta per due giorni. L’oggetto primario di cui si interessa la Commissione episcopale che sono stato chiamato a presiedere è la vita liturgica delle Diocesi italiane. La liturgia ricopre un posto centrale nell’esperienza cristiana e ha ricadute importanti sulla formazione integrale del credente e sulla vita spirituale, pastorale e missionaria delle comunità ecclesiali. L’obiettivo della Commissione è accompagnare la Chiesa che è in Italia a vivere con rinnovata fedeltà la bellezza e la centralità della liturgia, da cui scaturiscono la vita nuova in Cristo e la gioia di testimoniare il Vangelo. Per scendere in questioni più specifiche, la Commissione accompagna i lavori di adattamento e traduzione dei libri liturgici, come è avvenuto per la recente revisione generale della III Edizione italiana del Messale Romano. È ancora in atto, invece, la revisione della Liturgia delle Ore. Altro compito è quello di esprimere un parere circa le richieste di elevazione a “Basilica Minore” di diverse chiese o santuari presenti sul territorio nazionale, come pure vagliare le richieste di attribuzione di patrocinio di alcuni Santi o Sante a determinate categorie ed esaminare l’opportunità di introdurre la “memoria” di alcuni santi nel calendario liturgico nazionale. Per realizzare questo programma di lavoro, la Commissione episcopale opera in sinergia con l’Ufficio Liturgico Nazionale, che è il “braccio operativo” della Cei in materia liturgica, e si avvale altresì dei suggerimenti e delle proposte provenienti dalla Consulta Nazionale per la Liturgia, come pure del contributo di diversi esperti (liturgisti, biblisti, musicisti, linguisti) che garantiscono il loro apporto competente all’interno dei “gruppi di lavoro” preposti alla revisione e alla composizione di nuovi testi liturgici.


Che cosa rappresenta per la Chiesa italiana (e per quella mantovana) il Consiglio Episcopale Permanente?
L’ambito operativo della Cei comprende lo studio delle questioni che interessano la vita della Chiesa cattolica italiana, per orientare e promuovere l’evangelizzazione con molteplici interventi pastorali. Suo compito è anche quello di mantenere i rapporti con la società civile e a tal scopo si relaziona con le istituzioni culturali, sociali e politiche che sono attive sul territorio. Interagisce con le autorità pubbliche dello Stato italiano su questioni specifiche anche in vista della stipulazione di intese che si rendessero opportune su determinate materie. 
Il Consiglio Permanente è costituito dalla Presidenza (il Presidente e i tre Vicepresidenti rispettivamente per nord, centro e sud Italia), dalla Segreteria generale (il Segretario e i tre Sottosegretari più l’Economo), dai 16 Presidenti delle Conferenze episcopali regionali e dai 12 Presidenti delle Commissioni episcopali. Si riunisce normalmente tre volte l’anno. Ha il compito di approvare dichiarazioni o documenti relativi a questioni di speciale rilievo per la Chiesa o per la società in Italia; propone i temi da discutere nell’Assemblea generale dei vescovi; provvede alle nomine per incarichi particolari; esprime pareri circa le intese da stipulare tra la Cei e il Governo italiano; delibera la costituzione di nuovi Organismi che contribuiscano ad animare settori di attività pastorale a servizio delle nostre Diocesi. Sicuramente, poter partecipare ai lavori del Consiglio Permanente offre una larga visuale sul panorama ecclesiale: consente al vescovo di Mantova di portare nel contesto nazionale l’esperienza della Chiesa a lui affidata e, reciprocamente, di ricevere un arricchimento per il cammino sinodale in comunione con le altre Diocesi che sono in Italia.


A questo proposito, papa Francesco ha chiesto un processo sinodale alla Chiesa italiana…
«Il cammino della sinodalità è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio». Questa è la convinzione che ha guidato papa Francesco ad attivare un processo sinodale che abbraccia la Chiesa universale e avrà il suo apice nel Sinodo dei vescovi dell’ottobre 2023. Questo evento comporterà una sinodalità “formale”, nel senso che si tratta della convocazione di un vero e proprio Sinodo con tutto quello che questo comporta. A livello delle Chiese nazionali, la sinodalità dovrà muoversi nella direzione di privilegiare le modalità “informali” e diventare lo stile abituale e strutturale della vita della Chiesa. La Cei intende mettersi al passo con questo processo promuovendo un percorso sinodale che prevede, anzitutto, di cogliere e valorizzare le esperienze già in atto localmente nelle varie Diocesi.

Diocesi di Mantova
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