Vivere la domenica

Vivere la domenica

17ª Tempo ordinario

La gioia vera e autentica è in ciò che si trova

Gesù ci lascia liberi: sta a noi accogliere il Vangelo

Claudio Modè e Marilena Barbieri
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In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.

Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi.

Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.

Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».

Il Vangelo di domenica ci presenta la necessità di scegliere. Gesù ce lo dice chiaro: non solo è urgente, ma necessario.
L’uomo e il mercante, cercando, trovano qualcosa di grande valore, a cui non vogliono proprio rinunciare. La gioia è troppo grande: l’uno compra quel campo, l’altro compra la perla. Hanno liberamente scelto di andare a vendere tutti i loro averi. Si sono spogliati della vita vecchia per qualcosa di nuovo. Questa novità, ci dice Gesù, è il regno dei cieli. La parabola fa perno su quello che i protagonisti trovano, non su quello che lasciano. È la gioia di aver trovato che li ha indotti a vendere i loro averi.
Nella vita abbiamo molte cose, ma siamo davvero felici? È vero, siamo fatti per la perfezione, ma non possiamo trovare il regno di Dio, il tesoro e la perla, se siamo spesso intenti a occuparci d’altro. Gesù ce lo ha ricordato nella parabola del seminatore: se il seme non cade sul terreno buono non dà frutto.
Non dobbiamo però disperare. Affidiamoci a Dio: la bella notizia del Vangelo è lui; noi possiamo cercare il tesoro, ma è Dio che lo mette nel nostro campo. Neppure dobbiamo credere di aver trovato la perla una volta per tutte e di essere definitivamente a posto. È invece necessario tornare spesso a quel tesoro, alla Parola, per rivedere le nostre scelte.
Gesù ci lascia liberi di scegliere. Ci ricorda, però, che una scelta non vale l’altra, che la sua verità non è uguale a qualunque altra. Possiamo decidere se spendere la vita per il regno o spendere la vita per noi stessi: sicuramente non è la stessa cosa.
Quello di Gesù è un invito accorato, ci mette in guardia. Vediamo nella domanda di Gesù: «Avete compreso tutte queste cose?» un ulteriore segno d’amore. Egli ci dice che il regno è per tutti, ma chi non lavora per il regno verrà scartato. Abitare il regno significa riconoscere l’immenso valore della rivelazione, cercando di accogliere la novità del Vangelo senza dimenticare la promessa di Dio nella storia dell’umanità.


Le letture della 17ª Domenica del Tempo ordinario: 1Re3,5.7–12; Sal 118; Rm 8,28–30; Mt 13,44–52.

Diocesi di Mantova