Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

29ª domenica del Tempo ordinario

La grazia della preghiera: avere il cuore rinnovato

Se fatta con impegno e attenzione, è un'esperienza che avvicina a Dio

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In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.

Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio,

le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Qualche anno fa, prima di andare al lavoro, e prima di entrare in Seminario, avevo l'abitudine di passare nella chiesa della mia parrocchia. Mi piaceva andare all'ambone a leggere il Vangelo del giorno e poi mettermi in silenzio, a chiedermi cosa diceva la Scrittura alla mia vita e alla giornata che iniziava. In questo silenzio si aggirava, non più giovane, la Maria. Con molta discrezione passava tutti i porta candele, togliendo quelle consumate e mettendo quelle nuove in un ordine perfetto. Era lì dalle 7, veniva a piedi, aspettava che l'incaricata aprisse la chiesa e iniziava.

Una mattina molto fredda le chiesi cosa la spingeva a uscire di casa così presto per stare al freddo nella chiesa buia a fare una cosa che avrebbe potuto fare anche in un altro momento. La risposta me la porto ancora dentro: «Alessandro vengo così presto perché sistemare le candele mi permette di pregare senza distrazioni. Mentre sistemo le candele davanti a sant’Antonio gli affido le persone che conosco, mentre sistemo quelle davanti alla Madonna gli affido tutte le mamme che stanno in pensiero per i loro figli. Venire presto mi permette di pregare per tutti coloro che oggi entreranno qui. E poi in questo modo parlo con Gesù e gli dico quello che mi passa per la testa». Credo che Maria avesse compreso perfettamente il Vangelo di questa domenica e l'invito di Gesù a pregare sempre, senza scoraggiarsi, a volte anche correndo il rischio di essere importuni come la vedova della parabola. Questa donna disperata ed esausta, grazie alla preghiera riesce a smuovere il giudice: che potenza la preghiera!
Per il suo ritorno, il Signore Gesù si chiede se troverà ancora la fede sulla terra. Questa fede si fa preghiera costante e incessante, è un “si” alla sua venuta. Certo oggi, guardandosi attorno, ci accorgiamo che la fede non sembra una delle preoccupazioni dell'uomo contemporaneo: le nostre chiese si svuotano e l'età media di chi rimane è più alta. Le nostre attività pastorali sembrano interessare solo quando hanno un fine sociale, ludico, ricreativo, oppure quando "servono" come accesso ai sacramenti. Ma non deve essere forse questo uno dei motivi che ci dovrebbe spingere a pregare? Non dovremmo tutti insieme chiedere al Signore che sia Lui a mostrarci quelle nuove vie che possano permettere al suo Vangelo di toccare il cuore di chi è lontano? Forse questo ci aiuterebbe come parrocchie, perché nella preghiera incessante e laboriosa si vive un'esperienza straordinaria. Il Signore risponde sempre, o facendoci ottenere la grazia che chiediamo o ottenendone una ancora più grande: cambiandoci il cuore.

Le letture della 29ª Domenica del Tempo ordinario: Es17,8–13; Sal 120; 2Tm 3,14–4,2; Lc 18,1–8

Diocesi di Mantova