Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Cristo Re dell'Universo

La verità dell'amore di Dio che ci dona la sua vita

​Gesù porta alla crescita nella fede che libera dal peccato​ e salva

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In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Il Vangelo della trentaquattresima domenica, in onore di Cristo Re dell’Universo, chiude l’anno liturgico. L’evangelista Giovanni è l’unico che riporta lo scambio tra Pilato e Gesù: «In quel tempo, Pilato disse a Gesù: “Sei tu il re dei Giudei?”». Gesù gli chiede se è convinto di questa accusa, cioè lo richiama alla sua responsabilità personale. Pilato risponde: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto ?».

Ciò che si nota subito è la presenza di due stati d’animo molto diversi. Pilato è abbastanza preoccupato, a differenza di Gesù che manifesta tranquillità d’animo, la quale discende dal profondo legame di amore al Padre, concreta risposta di piena accettazione del disegno di salvezza. Gesù realizzerà questo disegno nel dono totale di sé, al fine di riscattare attraverso il suo sacrificio tutta l’umanità.
Il governatore Pilato capisce che la denuncia contro Gesù è falsa, che nasce dall’odio. Di conseguenza Pilato, vuol sapere che cosa Gesù ha fatto. C’è la ricerca di un motivo che possa rendere ragione della condanna che si sente costretto a dare. A questo punto Gesù si esprime così: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Pilato subito gli dice: «Dunque tu sei re?». Ma la regalità di Gesù non è terrena, anche se Gesù conferma di essere re, e risponde a Pilato: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».
Gesù è quindi il re della verità, non cerca un potere terreno. Ora il governatore Pilato non vuole compromessi e difende la sua posizione. Riconosce l’innocenza di Gesù, ma non se la sente di mettere a repentaglio la sua posizione di governo. Ma Gesù che cosa vuol dire, quando afferma di essere re? Vuole testimoniare la profonda verità dell’amore di Dio nel dono della sua vita.
Gesù ci porta alla relazione di vera crescita nella fede verso Dio Padre, ci libera dai condizionamenti del peccato. Ci apre la porta per camminare verso la verità, condizione necessaria per essere con Gesù e quindi con il Padre, vicini e in aiuto, quando è necessario, anche verso il prossimo. Questo il senso della regalità di Gesù nella verità.
Le letture della solennità di Cristo Re dell’Universo: Dn 7,13-14; Sal 92; Ap 1,5-8; Gv 18,33-37.

Diocesi di Mantova