Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

2ª domenica del tempo ordinario

La vita cristiana diventa piena nella santità

Il Papa invita a essere in comunione con Dio nella quotidianità

C:\fakepath\8-vangel.jpg

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».

La liturgia ci inserisce nel “cammino comune” della Chiesa, con la seconda domenica del Tempo ordinario. Ritroviamo un personaggio (Giovanni Battista) che ci ha accompagnato durante l’Avvento e anche l’evento del Battesimo di Gesù. Giovanni Battista individua in Gesù «colui che toglie il peccato del mondo» (Gv 1,29). Gesù assume su di sé tutto il dolore dell’uomo fino a donare l’intera sua vita, morendo sulla croce. Ed è proprio grazie alla sua morte e risurrezione che Gesù riesce a estirpare il peccato, il male, perfino la morte.


Gesù, come dice il brano del Vangelo, è colui sul quale discende e rimane lo Spirito Santo, «è il Figlio di Dio» (Gv 1,34). Solo perché ha questa identità ci libera dal male e ci dona una vita nuova. Giovanni Battista battezzava con l’acqua gli ebrei che accorrevano a lui presso il fiume Giordano. Invece il Cristo «battezza nello Spirito Santo» (Gv 1,33), come sottolinea il Battista. È questa la grande novità: mediante il sacramento del Battesimo siamo diventati figli di Dio, partecipi della vita di Gesù Cristo attraverso il dono dello Spirito Santo.


Il cristiano non è mai solo, ma ha in sé la forza dello Spirito che lo spinge a vivere e ad agire secondo i disegni di Dio. Questo dono va continuamente ravvivato attraverso la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio, i sacramenti e l’esercizio della carità. È un dono gratuito. San Paolo, nella seconda lettura di questa domenica, definisce i cristiani «santi per chiamata» (1 Cor 1,2). Siamo cristiani perché portiamo a compimento la nostra identità battesimale mediante la santità.


Nell’esortazione apostolica Gaudete et exsultate, papa Francesco ha evidenziato l’importanza di raggiungere la santità nella vita quotidiana. Essa è «vivere in piena comunione con Dio, già adesso, durante il pellegrinaggio terreno», come ha ricordato, sempre il Papa, il 1º novembre scorso, solennità di Tutti i Santi. La nostra “carta d’identità” sono le beatitudini: felici di vivere lungo la strada tracciata da Gesù Cristo.


Le letture della seconda Domenica T.O.: Is 49,3.5–6; Sal 39; 1Cor 1,1–3; Gv 1,29–34.

Diocesi di Mantova