Vivere la domenica

Vivere la domenica

6ª domenica del Tempo ordinario

La vita cristiana oggi è una scelta controcorrente

​Gesù ci invita a compiere azioni coerenti con il Vangelo

Alessandro Franzoni
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In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli. Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione.

In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno».

Il Vangelo della sesta Domenica del Tempo ordinario fa sempre parte del lungo discorso della montagna di Gesù. Matteo ci propone le cosiddette “antitesi” di Gesù, formulate con l'espressione «Vi fu detto..., ma io vi dico...». Gesù evita ogni possibile fraintendimento affermando subito che con queste affermazioni non è venuto ad abolire la legge, ma a darne pieno compimento.


Il precetto antico diventa interiore, muove dal cuore. Per questo motivo, infatti, Gesù entra in polemica con quella visione legalistica della giustizia e dei precetti liturgici, disciplinari e morali che spesso i fedeli ebrei avevano assunto: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, ma all'interno sono pieni di avidità e di intemperanza» (Mt 23,25-26).
Gesù alza l'asticella chiedendo ai suoi discepoli di condurre una vita radicale e radicata nel Vangelo. La scelta di essere cristiani, soprattutto oggi, è una scelta controcorrente ed esigente. Tuttavia, per dirla con Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, «il mondo in cui noi cristiani siamo collocati è il luogo della grazia di Dio ed è in esso che siamo chiamati a vivere da discepoli di Gesù, manifestando la differenza cristiana: non una differenza culturale, ma di vita».


«Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”, il di più viene dal Maligno» (Mt 5,37). Con questa affermazione Gesù ci invita a una vita profondamente radicata nel Vangelo delle beatitudini, che “parli” in modo coerente, gioioso e autenticamente evangelico. Allora sarà una vita differente e chiunque ne sarà colpito, come accadde nei primi secoli a colui che scrisse a Diogneto, nella sua lettera: «I cristiani né per regione, né per voce, né per costumi, sono da distinguere dagli altri uomini. Vivono nella loro patria, ma come forestieri. Obbediscono alle leggi stabilite e con la loro vita superano le leggi. Amano tutti e da tutti vengono perseguitati. Non sono conosciuti e vengono condannati. Sono disprezzati e nei disprezzi hanno gloria. Sono ingiuriati e benedicono; sono maltrattati e onorano». Il Signore ci chiama al coraggio di una vita differente, pietra d'inciampo per il mondo.


Le letture della 6ª Domenica del Tempo ordinario: Sir 15,16-21; Sal 118; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37.

Diocesi di Mantova