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'La Cittadella'

La voce della Chiesa in uscita

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DI Antonio Galuzzi
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Il settimanale diocesano è voce della Chiesa, dal vescovo ai parroci, dagli uffici pastorali alle comunità, dai fedeli ai volontari. Compito del settimanale è raccontare la Chiesa in uscita, alzare il volume di questa voce, nascosta nelle notizie di una informazione molto spesso parziale, imprecisa, che non disdegna scandali e lati oscuri. 

Il buon settimanale che racconta la Chiesa diocesana deve avere il coraggio di dire le cose, anche quelle scomode. Affrontarle serve a dare una testimonianza autorevole prima che altri ne rendano una versione magari approssimativa. La voce del vescovo deve accompagnare il percorso del giornale: è una guida sicura che testimonia la “linea” condivisa con la redazione e con gli uffici che partecipano alla buona riuscita delle pagine. 

Queste pagine, seppur da gennaio ridotte di numero, non sono uno spazio da riempire ma un contenitore pensato che deve poggiare sull’esperienza del fare comunità. Non ci si improvvisa scrittori né giornalisti, ma le idee e le buone notizie possono arrivare dai punti più lontani della diocesi, così come dagli operatori. Non bisogna aver timore di raccontare la propria esperienza perché anche quella che si considera la più insignificante può diventare scintilla per qualcun altro ad agire, scrivere, vivere, testimoniare, comprendere. Va coinvolto il mondo laico: lo sguardo dall’esterno è sprone e critica costruttiva. Il laico vive la stessa comunità e la medesima società anche se con sensibilità diversa; questo approccio deve far maturare uno scatto in avanti per condividere un comune tratto di strada, per dimostrare la visione che anima il credente, per avvicinare anche chi ha preso una strada diversa. Inoltre, occorre preservare l’autorevolezza di una informazione corretta; la correttezza e la chiarezza ripagano sempre. La politica e il sociale vanno spiegati con parole chiare: il lettore, sia esso credente che laico, comprende e ha stima di chi gli parla in modo schietto. 

Il giornale ha un valore educativo ed è un percorso di lettura che gli attuali media online ancora non posseggono, perché l’approfondimento e la riflessione che propongono hanno bisogno di un “tempo cartaceo” e non virtuale. La velocità che si richiede al mondo di Internet non permette una giusta analisi: il settimanale dev’essere anche traino al sito diocesano e di conseguenza deve accogliere ciò che il sito rimanda. Sul giornale può esserci il commento di un documento della Chiesa, sul sito è possibile ospitarlo per intero. Al contrario, sul sito si può accennare a una notizia diocesana e sul settimanale la si racconta in profondità. Lo scambio porta sempre a un arricchimento. 

Ma che cosa vogliamo raccontare, per davvero? Le soluzioni vanno dal bollettino diocesano di collegamento, con orari e avvisi per sacerdoti e laici, incontri e programmi, al collegamento con il territorio, che corrisponde alla società mantovana, alla vita parrocchiale, alle notizie “buone” che altrimenti non troverebbero posto. È assolutamente irrinunciabile far udire la propria voce, anche perché una Chiesa senza voce non può essere una Chiesa in uscita. Dare spazio a temi di “frontiera ecclesiale” che stimolino domande e riflessioni; raccontare progetti territoriali che possano servire da spunto anche ad altri; far parlare i poveri attraverso le opere della Caritas, dare voce alle Unità pastorali sul cammino percorso e da percorrere nella comunità... Dobbiamo raccontare storie: le storie personali di un contadino, di un anziano, di uno sfollato, di una madre sola, di un volontario… sono “la” storia, che sentiremo parte della nostra perché vera, accaduta accanto a noi, che non fa parte di numeri e stime lanciati per generalizzare situazioni e fare statistiche. Le storie di vita sono il motore della testimonianza, nel nostro caso cristiana.

Anche le notizie nazionali hanno un risvolto locale: sono un punto di partenza per organizzare incontri e creare dibattito, possono essere commentate legando la propria esperienza diocesana alla vita della Chiesa. Il giornale diocesano è attento alla vita e alla fede dei propri lettori, spiega i fatti, racconta storie belle e vere, testimonia quanta solidarietà è ancora viva sotto questa cenere di cui, troppo spesso, sono fatte le notizie di una informazione-gossip che crea scandali per potersene cibare. 

Chiediamo in cambio solo un po’ della vostra attenzione, chiediamo di esserci nelle vostre case, nelle vostre parrocchie, sul tavolo della buona stampa. È un tempo difficile che invoca la lontananza e il distanziamento come cura. E anche noi sentiamo il bisogno di avervi vicino: perché solo così potremo rimanere vivi.


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