Temi e Opinioni

L'appello agli artigiani di fraternità

Commenti al discorso alla città del vescovo Marco


Giusto trent’anni fa Papa Giovanni Paolo II sferzava quella che era una comunità in cima alle classifiche nazionali della ricchezza e della qualità della vita con il richiamo a non chiudersi “nel recinto angusto” del proprio benessere.


Fra quell’epoca e oggi ci sono una pandemia mondiale e svariate crisi economiche. Mantova non è più quella di allora, il vescovo Marco ritiene suo dovere scuotere le coscienze. Nelle prime settimane di lotta contro il coronavirus ci siamo crogiolati nell’illusione del “andrà tutto bene”, ma non è andata così. Ed è ormai evidente che nulla sarà come prima, quando il Covid mollerà la presa.

Nessuno si salva da solo

La società italiana dovrà leccarsi ferite profonde. Quella mantovana non fa eccezione. Di fronte abbiamo due strade, l’egoismo darwinista della lotta per sopravvivere a danno di chi ci sta a fianco, oppure la presa di coscienza che nessuno si salva da solo.

 Alla lunga è la strada più fruttuosa, ma la più impervia: il bilancio sociale differisce in modo sostanziale da quello meramente economico.

xiamen_824233_960_720.jpg

Deboli e sempre più precari

L’interrogativo posto alla comunità mantovana è di saper essere lungimirante e inclusiva, sulla scia dei richiami di papa Francesco a una fratellanza sostanziale e non meramente dichiarata a parole. I richiami sono precisi, e delineano linee di azione impegnative, a partire dall’attenzione alla famiglia, ai piccoli e ai deboli. Vengono in mente i bambini chiusi in casa, con la scuola a distanza, e gli anziani, che hanno pagato un prezzo enorme anche in termini di vite umane. 

Diventa un imperativo categorico l’impegno a prendersi cura della fragilità della terza età, in parallelo a una ritrovata centralità dell’istruzione, perché la forbice delle opportunità rischia di aprirsi sempre di più. Basta non possedere un computer e una connessione internet per essere tagliati fuori. 

Deboli, però, sono anche i lavoratori precari, che rischiano di essere sempre più precari dopo la crisi. Deboli sono le famiglie monoreddito, che più delle altre rischiano di trovarsi all’improvviso ad annaspare. Deboli sono coloro che hanno scelto di vivere qui, e che meritano una chanche di integrazione.

DEBOLEZZA.jpg

Il vescovo Marco non si nasconde che la lista delle emergenze sia lunga, e destinata ad allungarsi ancora. Il suo grido di dolore intende risvegliare le coscienze, perché sembra non esserci ancora una sufficiente consapevolezza dell’ampiezza dei problemi. Chiede a tutti di diventare “artigiani di fraternità”, sottolineando che in primo luogo occorre un moltiplicarsi dell’impegno individuale. Non che a Mantova si parta da zero: la nostra realtà è ricca di esperienze di volontariato e di impegno sociale. Ma potrebbe non bastare, è il timore del vescovo.

Diocesi di Mantova
Diocesi di Mantova