Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

​12ª domenica tempo ordinario​

Mettiamo ogni paura nelle mani di Gesù

Per superare i nostri limiti è necessario affidarsi a Dio

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In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.

E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.

Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valetepiù di molti passeri!

Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti
al Padre mio che è nei cieli».

Ho visto un bellissimo film di Naoko Yamada, La forma della voce. Racconta di un ragazzo e della storia del suo incontro con una compagna di classe sorda, che alle elementari è stata bullizzata da lui e da altri. Questo evento genererà nel protagonista una serie di conflitti psicologici che lo porteranno ad avere paura di incrociare lo sguardo delle persone. Solo l’amicizia, la relazione, toglie la paura.
Nel Vangelo di questa domenica, Gesù ripete tre volte: «Non temete». Evitare i pericoli è cosa buona, ma non può diventare la nostra preoccupazione: proviamo a iniziare una relazione di fiducia con il Signore. Le paure rimarranno tutta la vita, ma saranno vissute nella fiducia nel sommo bene. C’è allora un equilibrio santo tra la paura e la fiducia, che pende sempre per la vittoria della fiducia ma che ci permette anche di evitare il pericolo.  
Gesù, nel momento in cui fa questo discorso, ha con sé i suoi discepoli, si fidano di ciò che lui dice e compie. Ma si prepara per lui anche il momento della prova, della morte e della risurrezione. Per questo Gesù li esorta a non avere paura: perché fidandoci di chi non ci vuole perduti possiamo svelare ad altri ciò che non è ancora stato svelato.
La fiducia di Dio, se ci fidiamo di lui, ci rende efficaci in lui! Non per i nostri meriti, ma perché siamo canali aperti all’amore di Dio. Scorre in noi senza ostacoli, porta linfa ai nostri rami e ci permette di dare frutto al mondo. Ecco come si diventa annunciatori, evangelizzatori: non alzando la propria voce con coraggio ma lasciando che il Signore alzi la nostra voce.
Se guardiamo la nostra vita dal basso, Dio è quell’aiuto differente che ci permette di guardare tutti negli occhi, ma se la guardiamo dall’alto, da Dio, capiamo che non c’è niente di più forte e sensato che riporre la nostra fiducia in lui prima ancora che in noi stessi. Questo è un (lungo) cammino che porta alla libertà. Come mi libero dalle paure? Falle guardare da Dio. La liturgia è il luogo in cui permetto a Dio di guardare la mia vita con i suoi occhi perché non la tengo tutta per me, per i miei occhi, ma gliela offro.


Le letture della 12ª Domenica del Tempo ordinario: Ger 20,10–13; Sal 68; Rm 5,12–15; Mt 10,26–33.

Diocesi di Mantova