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Centro Pastorale Migrantes

Migranti e Rifugiati

Venerdì 19 un convegno in Sant'Andrea e domenica 21 la Messa in Cattedrale

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Nella nostra Diocesi sono due i momenti in programma per la celebrazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato.

- Venerdì 19 gennaio 2018, presso la Sala delle Capriate in Sant'Andrea, il convegno "Giovani figli di immigrati: una posta in gioco decisiva!". La relatrice sarà la professoressa Laura Zanfrini, della facoltà di Scienze politiche e sociali dell'Università Cattolica di Milano. Nel corso del convegno sarà presentata la poesia "Migranti", da cui la canzone "Give me hope" di Malagutti-Giorgi. Il convegno inizierà alle 20.45.

- Domenica 21 gennaio, in Cattedrale, la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Marco.

Programma:

11.00 - rittrovo delle Comunità cattoliche immigrate in Cattedrale per la preparazione della Santa Messa

11.30 - Celebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Marco

13.00 - pranzo delle comunità in seminario.


Nel suo messaggio per la 104° Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, Papa Francesco sceglie e declina quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

"Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto o rifiutato di ogni epoca. Il Signore affida all’amore materno della Chiesa ogni essere umano costretto a lasciare la propria patria alla ricerca di un futuro migliore... E’ una grande responsabilità che la Chiesa intende condividere con tutti i credenti e gli uomini e le donne di buona volontà, i quali sono chiamati a rispondere alle numerose sfide poste dalle migrazioni contemporanee con generosità, alacrità, saggezza e lungimiranza, ciascuno secondo le proprie possibilità."

Questa la missione che il Santo Padre affida alla Chiesa, impegnandosi a specificare il senso attuale di ciascuno dei quattro verbi che fanno da cornice al tema e suggerendo spunti concreti per la realizzazione dell'accoglienza, della protezione, della promozione e dell'integrazione dei migranti e dei rifugiati.

"Accogliere significa innanzitutto offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione. [...] Le condizioni di migranti, richiedenti asilo e rifugiati, postulano che vengano loro garantiti la sicurezza personale e l’accesso ai servizi di base. In nome della dignità fondamentale di ogni persona, occorre sforzarsi di preferire soluzioni alternative alla detenzione per coloro che entrano nel territorio nazionale senza essere autorizzati."

"Proteggere si declina in tutta una serie di azioni in difesa dei diritti e della dignità dei migranti e dei rifugiati, indipendentemente dal loro status migratorio. Tale protezione comincia in patria e consiste nell’offerta di informazioni certe e certificate prima della partenza e nella loro salvaguardia dalle pratiche di reclutamento illegale. Essa andrebbe continuata, per quanto possibile, in terra d’immigrazione, assicurando ai migranti un’adeguata assistenza consolare, il diritto di conservare sempre con sé i documenti di identità personale, un equo accesso alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari personali e la garanzia di una minima sussistenza vitale."

"Promuovere vuol dire essenzialmente adoperarsi affinché tutti i migranti e i rifugiati così come le comunità che li accolgono siano messi in condizione di realizzarsi come persone in tutte le dimensioni che compongono l’umanità voluta dal Creatore. Tra queste dimensioni va riconosciuto il giusto valore alla dimensione religiosa, garantendo a tutti gli stranieri presenti sul territorio la libertà di professione e pratica religiosa. Molti migranti e rifugiati hanno competenze che vanno adeguatamente certificate e valorizzate."

"Integrare si pone sul piano delle opportunità di arricchimento interculturale generate dalla presenza di migranti e rifugiati. L’integrazione non è  un’assimilazione, che induce a sopprimere o a dimenticare la propria identità culturale. Il contatto con l’altro porta piuttosto a scoprirne il “segreto”, ad aprirsi a lui per accoglierne gli aspetti validi e contribuire così ad una maggior conoscenza reciproca. È un processo prolungato che mira a formare società e culture, rendendole sempre più riflesso dei multiformi doni di Dio agli uomini."

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