Temi e Opinioni

Quaresima

Ne usciremo migliori?

Riflessioni di una donna di questo tempo, 'cittadina del mondo'

DI Carla Bernini Nicolini

Inizia una nuova Quaresima, ogni anno diversa per le circostanze che ci portano a vivere questi giorni di cammino verso la Pasqua… come siamo con chi siamo. Eppure sempre uguale, sempre davanti alla nostra piccolezza, ed è già tanto. 

Arrivo quest’anno al Mercoledì delle Ceneri in un momento in cui tutto intorno a me vive situazioni di forte incertezza, è un mondo sospeso. Io stessa sono alla ricerca ogni giorno di un mio equilibrio, sposa senza lo sposo accanto, ma sposa comunque. Eppure, sento che il dono del tempo, di un tempo diverso, il tempo che la liturgia ci offre, non va sprecato. 

Mi chiede uno sforzo di creatività per vedere la mia giornata con occhi diversi, non per diventare migliore, ma per stare meglio. 


Stasera, mentre mi accingevo a buttar giù queste righe ho saputo che un diacono della parrocchia della Dozza a Bologna è morto. Improvvisamente. Mio figlio mi ricordava il suo nome, ma solo il suo volto mi ha rimandato alla sua presenza silenziosa, gentile, spesso legata alla Messa. Domani per me primo giorno di Quaresima e per lui già Resurrezione piena. È questo mistero che mi interroga e mi spiazza. 

La Quaresima è questo, un periodo di magra, come capita spesso nella nostra vita e nello stesso tempo un tempo ricco, un cammino verso la Pasqua. La Quaresima non si ferma al venerdì santo, ma culmina nella Pasqua. È un tempo diverso? Apparentemente no. Tuttavia, ogni anno mi viene voglia di operare in me un piccolo cambiamento.   

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Riprendere la lettura della Scrittura, con più regolarità, non come studio, ma come ricerca di una parola viva. E insieme trovare il tempo per la preghiera, perché in realtà è nel silenzio che vorrei provare a dare più senso alle mie giornate, un esercizio di ascolto e di lentezza. Di discernimento. 

So già che tutto questo non mi verrà proprio naturale, le mie giornate sono ricche di cose da fare, persone da incontrare, la mia natura è questa. Vorrei solo trovare maggiore armonia. 

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E poi mi auguro che la gigantesca lunga pesante quaresima a cui il Covid ci ha costretto non passi senza aiutarci con forza a formulare un pensiero, una riflessione. Al di là dell’inutile e falso mantra che ci ha accompagnato 'saremo tutti migliori' credo che nessuno di noi possa permettersi il lusso di ignorare la povertà aumentata, più pervasiva e a volte più nascosta, il malessere psichico che si è diffuso mettendo a nudo una fragilità che appartiene a tanti di noi, i problemi legati all’ambiente, alla salute, all’istruzione…

Il Covid è un’emergenza, vorrei fosse anche una lente d’ingrandimento su questioni irrisolte. Mi auguro che ci venga voglia di capire meglio la realtà che ci circonda, senza fermarci alle apparenze, capire veramente, farci un’idea, approfondire al di là degli slogan da dibattito televisivo. È voglia di cultura, voglia di essere più liberi. Voglia di attenzione. 

Ecco, comincio così questi giorni, cercando di coniugare queste due necessità che sento fondamentali per la mia vita, un’attenzione a me stessa, al mio bisogno di pace e serenità e uno sguardo verso la quotidianità, sentendomi appieno donna del mio tempo e cittadina del mondo.

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Diocesi di Mantova
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