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Vita diocesana

Nella nuova casa del Seminario

Il rettore don Lorenzo Rossi ci accompagna a capire meglio questa nuova realtà

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Don Lorenzo, perché il Seminario si trasferisce a San Giorgio?
A partire dal 2019 si è avviato un cammino di riflessione sulla formazione dei preti nella nostra diocesi, che ha coinvolto, a più riprese, il presbiterio e gli organismi di rappresentanza della diocesi, il Consiglio Presbiterale e il Consiglio Pastorale diocesano. Strada facendo si sono individuati i percorsi e le modalità più convincenti e praticabili per accompagnare i nostri seminaristi, attualmente quattro: Luca, Edoardo, Marco e Guido. In maniera pressoché unanime si è chiesto di mantenere il Seminario a Mantova, per la vicinanza al vescovo e al “centro” della diocesi e per garantire che i futuri preti si formino insieme, nel contesto ecclesiale in cui, un giorno, eserciteranno il loro ministero e siano sul territorio una presenza di sensibilizzazione vocazionale.


Allora perché non siete rimasti in città?
Questo discernimento ha aperto alcuni interrogativi circa la sede abitativa più idonea, anche a motivo dell’esiguo numero di seminaristi. Pur essendo nel cuore della città, la precedente struttura rispondeva più alla forma di un collegio che a quella di una “casa”, ed era uno spazio sovradimensionato. Per rendere sostenibili le spese di gestione, si è scelto di affittare l’ala nord a Unicollege, un istituto universitario per mediatori linguistici.
Sulla base di quanto acquisito nel cammino di discernimento, il vescovo Marco ha individuato la parrocchia di San Giorgio come nuova sede della comunità, perché a pochi minuti dal centro, in periferia della città. Il Seminario si inserisce in una realtà “viva” con la presenza di ragazzi, giovani e famiglie, cioè in un contesto ecclesiale che stimola a investire su nuove prospettive pastorali. La collocazione a San Giorgio consente rapporti significativi con questa comunità, aperti alle parrocchie limitrofe e alle attività diocesane. Il vescovo potrà garantire, come negli anni precedenti, visite regolari alla comunità, per scambi e momenti formativi.


Il tempo della formazione esige anche raccoglimento. Non c’è il rischio che i seminaristi si disperdano nella vita della parrocchia?
È vero. Per questo la casa del Seminario ha una sua riservatezza rispetto alla vita della parrocchia e alle sue attività, per garantire i ritmi di preghiera, di studio e le condizioni di vita ordinaria dei seminaristi. La sede precedente era più dispersiva. Condividevamo gli spazi con il Centro Pastorale e l’Istituto di Scienze Religiose. Gli ambienti erano sovradimensionati e distanti tra loro. Il nuovo stabile è più familiare, non da ultimo, più sostenibile dal punto di vista economico e più responsabilizzante dal punto di vista educativo, ai fini di una collaborazione diretta dei seminaristi alla “vita domestica” della comunità.


Quindi vi farete da mangiare da soli?
Certamente i seminaristi saranno maggiormente coinvolti nelle pulizie e in cucina. Vivere a San Giorgio dovrebbe consentirci condizioni di vita più vicine a quelle in cui ordinariamente vivono i preti e la gente del nostro territorio.


Puoi descriverci come è fatto il nuovo Seminario?
È nella canonica di San Giorgio, un edificio distribuito su tre piani con accesso autonomo. A piano terra ci sono una sala per incontri, una stanza per colloqui e un luogo riservato alla preghiera dei seminaristi. Condivideremo la messa feriale con la comunità di San Giorgio nella chiesa parrocchiale, salvaguardando alcuni momenti di preghiera e di ascolto della Parola riservati al Seminario. A piano terra ci sono anche una grande cucina e un salone ad uso sia della parrocchia sia del Seminario. Al primo piano abbiamo il soggiorno e la cucina, oltre alle stanze dei seminaristi. Io abito all’ultimo piano nella mansarda. Don Manuel Beltrami, il padre spirituale, che è parroco di San Giorgio, vive in un appartamento più indipendente, ubicato in oratorio, dove si trova anche la segreteria parrocchiale.


Padre spirituale e parroco, come vedi la cosa?
Don Manuel conosce la parrocchia, poiché in passato è stato collaboratore residente a San Giorgio. Potrà aiutare la comunità parrocchiale a vivere con i giusti equilibri l’inserimento del Seminario. Sarà quotidianamente presente assieme al rettore nella vita dei seminaristi. Un altro vantaggio ai fini della formazione è l’inserimento degli educatori nella rete pastorale in cui i seminaristi svolgono il loro “tirocinio”, perché condividano con loro e con gli altri preti e i laici coinvolti nella pastorale del territorio alcune esperienze pastorali significative.


Come avete organizzato la formazione teologica? Dove studiano i nostri seminaristi?
Da un anno i seminaristi di Mantova frequentano lo studio teologico “San Zeno” di Verona con buona soddisfazione riguardo alla qualità degli insegnamenti e alla condivisione del percorso accademico con altri studenti. Uno di loro, che ha già completato l’iter scolastico, sta frequentando un corso di specializzazione a Padova. Sono contenti di poter studiare in una realtà capace di stimolare domande e il confronto tra studenti di varia provenienza e appartenenza ecclesiale: seminaristi, religiosi e laici. Da quest’anno anche i seminaristi di Trento studieranno a Verona. Durante l’anno sono previste alcune esperienze formative con i seminaristi veronesi, tra cui gli esercizi spirituali.


Vanno avanti e indietro da Verona tutti i giorni?
Dal prossimo anno le lezioni saranno concentrate dal lunedì al mercoledì. Questo dovrebbe agevolare i ritmi della formazione e della vita comunitaria nella seconda parte della settimana. Vista la vicinanza al casello autostradale di Mantova nord, le trasferte non sono gravose (circa 35 minuti in auto). I seminaristi le condividono con i frati Minori del Convento di San Francesco che hanno a Mantova il loro studentato.


Un’ultima domanda: come si fa a entrare in Seminario?
Semplicemente, si suona il campanello! Ci fa piacere se qualcuno viene a trovarci. Bussate e vi sarà aperto! Battute a parte, il Seminario è in stretto collegamento con il Punto Giovani di San Leonardo, a Mantova, dove vive il vicerettore, don Andrea Bonesi. Questo luogo è la sede dei percorsi propedeutici per i giovani che si avvicinano al Seminario e per coloro che, più semplicemente, desiderano vivere un’esperienza comunitaria di taglio vocazionale. Il vicerettore risiede in questa comunità assieme al direttore del Centro di Pastorale giovanile. Garantirà la sua presenza in Seminario in alcuni momenti significativi come le giornate formative e i ritiri. Coordinerà alcune esperienze di animazione vocazionale, anche con la collaborazione dei seminaristi. Stiamo pensando ad esperienze di accompagnamento vocazionale per adolescenti e giovani in forma semi-residenziale.


Diocesi di Mantova
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