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Nostra intervista ai catechisti della comunità mantovana

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Tra qualche giorno, precisamente il 24 di ottobre, il vescovo Marco incontrerà il gruppo neocatecumenale di Mantova nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio alle 18. Abbiamo colto l’occasione per approfondirne la conoscenza attraverso una nostra intervista ad Attilio e Gloria Lucchi, catechisti. Riportiamo il testo integrale dell'intervista. 


COME E’ NATO IL GRUPPO CATECUMENALE DI MANTOVA?
Il Cammino Neocatecumenale è arrivato a Mantova in modo provvidenziale, dal mio punto di vista, non avendo fatto nessun invito né contattato nessuno nella Diocesi. Mia moglie Gloria e io siamo mantovani ma trapiantati a Piacenza per lavoro dal 1972, mantenendo contatti solo con le famiglie d’origine. Là fummo accolti dal Cammino qualche anno dopo. In occasione delle esequie di mio suocero alla fine del 1994 al Gradaro dove facemmo qualche canto del nostro repertorio e Gloria si espresse durante l’Eucaristia con parole di speranza nella Vita Eterna, don Senofonte Camunchia  e l’allora parroco del Frassino don Antonio Mattioli intuirono per loro esperienza che appartenessimo al Cammino. In particolare quest’ultimo che stava attuando un rinnovamento pastorale, ci invitò ad uno scambio di idee con il consiglio pastorale e altri parrocchiani del Frassino e del Gradaro. Alcuni incontri che si esaurirono in un nulla di fatto. Il silenzio di un paio d’anni fu rotto ancora una volta alle cresime (di un nostro nipote) al Gradaro, dove una coppia di parrocchiani alla ricerca di un rinnovamento personale che era presente agli incontri del Frassino, ci rivelò di aver cercato il Cammino e che da qualche mese ne erano entrati a far parte in una parrocchia di Verona (Tempio Votivo). Con loro, in seguito ad una catena di contatti insperati, giungemmo a proporre le Catechesi neocatecumenali al parroco di Montanara, allora don Giuseppe Bergamaschi. La prima serie di incontri si tenne nell’Avvento del 1998. Si formò un gruppo notevole, comprendente anche alcuni ospiti della vicina casa di accoglienza per tossicodipendenti. Per motivi ancora imperscrutabili il gruppo fu estromesso dalla parrocchia di Montanara e dopo qualche mese Mons. Caporello permise una sorta di parcheggio presso le suore del Gradaro per garantire uno spazio per gli incontri settimanali. Prima dell’estate 1999 con i buoni uffici dell’allora Vicario generale don Egidio Faglioni la comunità trovo una stabilità nella parrocchia dei Santi Gervasio e Protasio, affidata a don Cesare Casati. Là vive tutt’ora, alimentata da frequenti cicli di catechesi di primo annuncio e dall’arrivo di fratelli e famiglie dell’Italia meridionale che già in cammino e a Mantova per motivi di lavoro, cercavano una continuità della propria esperienza di fede.


QUANTE COMUNITA' SONO PRESENTI IN QUESTO MOMENTO?

Attualmente sono presenti due comunità che percorrono ciascuna il proprio itinerario condotte dall’équipe dei catechisti.
Una successiva esperienza nella parrocchia di Cittadella ebbe vita breve per il decadere improvviso delle condizioni di salute di don Sergio Ferrari. I fratelli confluirono senza problemi in San Gervasio. Nell’autunno del 2003 portammo l’esperienza nella Casa circondariale dopo colloqui con don Gianfranco Ferrari e la direzione del carcere, con incontri settimanali che continuano tutt’ora a parte le pause estive, sempre accompagnati da un presbitero, che a lungo è stato padre Rino Bolzon durante tutta la sua permanenza nel Carmelo di Mantova. È nata anche una amicizia con don Lino Azzoni, ed ora la collaborazione sta continuando con il nuovo cappellano don Andrej Mesesan.


QUAL È LA VOSTRA MISSIONE?
Il Cammino Neocatecumenale è un itinerario di riscoperta del proprio Battesimo, la formazione di piccole comunità fa presente il comando “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati; siate uno”. La testimonianza di vita porta a far sorgere interrogativi in coloro che incontrano i fratelli. In alcune occasioni particolari momenti dell’anno liturgico la missione diventa testimonianza concreta (e chiassosa) nelle piazze della città, oppure andando due a due a suonare i campanelli della parrocchia per annunciare la Buona Notizia.


COME VI INSERITE NELLA PASTORALE DIOCESANA?
Il Cammino prevede incontri comunitari molto frequenti e per quanto possibile i fratelli sono invitati a partecipare a momenti particolarmente importanti nella Diocesi, su invito del Vescovo. In ogni caso l’esperienza è rappresentata nel CDAL dove ha contribuito in varie occasioni in maniera significativa. La rilevanza pastorale fondamentale tuttavia è dovuta allo scopo del Cammino espresso nel punto precedente. Molto più esauriente e autorevole è comunque tutto quanto è riportato nel sito ufficiale e nello Statuto approvato definitivamente il 20 maggio 2008.


COME E' POSSIBILE ACCEDERE  AL CAMMINO?
Per entrare a far parte del Cammino Neocatecumenale è necessario seguire il ciclo di catechesi che si tiene normalmente con incontri in Avvento o Quaresima; al termine viene chiesto ai partecipanti se desiderano formare una Comunità. Nel caso, questa inizia il proprio cammino con l’aiuto e sotto la guida dei catechisti, e con il sostegno di un presbitero, tipicamente il parroco.

Diocesi di Mantova
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