Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

27ª domenica del Tempo ordinario

Non servi «inutili», ma servi «senza utili»

Il buon cristiano dona tutto se stesso con la libertà nel cuore

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In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe.
Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”?

Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Il capitolo 17 del Vangelo di Luca si apre con Gesù che si rivolge ai suoi discepoli con due istruzioni: la macina da mettere al collo a chi scandalizza i piccoli e il perdono da concedere al fratello pentito. A queste segue la richiesta degli apostoli: «Accresci in noi la fede!». D'ora in poi Gesù si rivolgerà non più ai discepoli ma agli apostoli. Sono coloro che ricevono la missione di portare la misericordia del Signore oltre la cerchia della comunità. Come mai? Perché? Probabilmente non si sentono adeguati, consapevoli che la loro umanità, la loro capacità organizzativa non è sufficiente!

Ho pensato a me, parroco da non molto tempo, e ai tanti operatori pastorali con cui ho camminato in questi anni. Quante volte ho creduto che per annunciare il Vangelo basti il mio entusiasmo, la mia passione, la mia preparazione. Quante volte nelle nostre comunità partiamo con slanci anche belli, con grandi intenzioni e poi ci spegniamo dopo pochi metri.
È Gesù che ci dice che se avessimo una fede grande come un solo granello di senape saremmo in grado di sradicare piante enormi dal terreno. Mi chiedo: concretamente che cosa sto facendo per permettere a Gesù di accrescere la mia fede? Segue poi la parabola sul servo: dalla fede dell'apostolo si passa ora al suo "lavoro" di annuncio. Gesù comunica un concetto forte: chi serve Dio, lo fa con la libertà del cuore sapendo che prima di tutto viene il donarsi. Qui sta la radice del nostro servire da cristiani, nella Chiesa e nel mondo.
L'essere servi "inutili" non significa servi che non contano nulla. Ma piuttosto servi "senza utile", cioè che danno senza chiedere nulla in cambio. Mi appaiono tanti volti di persone che ho incontrato nelle comunità in cui sono stato, le quali, ogni giorno, non fanno mancare la loro presenza senza mai chiedere in cambio nemmeno un "grazie". Sono sicuro che, come a me, a molti passeranno davanti questi volti, perché nei loro occhi abbiamo riconosciuto il Signore all'opera.
Le letture della 27ª Domenica del Tempo ordinario: Ab 1,2-3;2,2-4; Sal 94; 2Tm 1,6-8.13-14; Lc 17,5-10.


Il commento al Vangelo è di don Alessandro Tommasi, parroco di Ostiglia e Correggioli, assistente ecclesiastico dell’Agesci per la zona di Mantova.

Diocesi di Mantova