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Al mondo della scuola

"Non solo normalità"

Un augurio del vescovo Marco per la ripresa dell'anno scolastico

DI Marco Busca
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Cari amici,

vi raggiungo per un saluto all’inizio di questo mese di settembre che, per tanti, è sinonimo di “ritorno sui banchi”. Penso agli studenti di ogni scuola e di ogni grado, alle loro famiglie, ai docenti, a tutto il personale che a vario titolo opera nel settore dell’istruzione e della formazione delle giovani generazioni. Al saluto voglio unire l’augurio di vivere in pienezza questo nuovo anno che si apre, con uno sguardo fiducioso anche rispetto alle difficoltà del momento, che non possono essere taciute. Si assommano a quanto sperimentato negli ultimi tribolati anni scolastici. 

Realisticamente non si “tornerà alla normalità”, per citare uno slogan abusato. Ma, mi spingo ad affermare: “Per fortuna!”. Infatti, non abbiamo bisogno solo di normalità, bensì di crescita, di miglioramento, di nuove prospettive, di piste inedite, di soluzioni suggerite dai segni dei tempi più che dalle minuzie di programmi e regolamenti.

Il mondo della scuola è, da sempre, quello che più di tutti trova con creatività le risorse per superare le criticità: risorse di fantasia, di intelligenza, di voglia di fare e, soprattutto di fiducia nel nuovo che cresce e avanza. Ne sono convinto per aver avuto personalmente il dono di vivere appieno la realtà della scuola, prima naturalmente, anch’io come studente e poi come insegnante. Un’esperienza che mi ricorda ogni giorno, anche da vescovo, di continuare a considerarmi “in formazione”, mettendomi alla scuola innanzitutto del Vangelo, e poi dell’esperienza quotidiana, che per tutti è fatta di cura, attenzione, impegno, scoperte. Mantenere un animo da studenti significa non sentirsi mai arrivati, nella consapevolezza di avere sempre qualcosa da imparare e approfondire, cioè essere studiosi per tutta la vita.

Studiosi nel senso di curiosi, “pensosi”, cercatori di senso. L’efficacia della scuola non risiede solo nel trasmettere cultura e costruire competenze, ma molto più nello sviluppare la personalità complessiva degli studenti. Apprendere non significa immagazzinare nozioni, ma assumere il sapere per affrontare le sfide e cogliere le opportunità del futuro. Auguro a tutti voi di avere gli occhi e il cuore sempre ben aperti e di guardare avanti e intorno, approfittando di ogni occasione per accrescere le vostre conoscenze, competenze e relazioni, con uno sguardo di simpatia verso chi cammina con voi e con un senso di responsabilità nell’assumere progressivamente il vostro posto nel mondo. 

Questa avventura comporta fatica e gioia mescolate insieme: per i giovani nello sforzo di formazione e per i formatori nell’impegno a rinnovarsi ed aggiornarsi. Studiare ed insegnare sono, in fondo, entrambe attività paragonabili alla coltivazione di un campo: serve certamente molto lavoro, spesso ripetitivo, talvolta complicato dal terreno poco fertile, ma, quando viene il momento di raccogliere, viene sempre anche la gioia e la soddisfazione.  

E il bello è che questa soddisfazione riguarda tutti, non è solo vostra ma di tutta la società, non solo di oggi, ma anche di domani, perché la scuola ha una prerogativa che spesso sfugge: lavora per il futuro, per formare gli uomini e le donne che saranno qui dopo di noi. Non perdete, allora, le occasioni di crescere e far crescere, considerate e apprezzate anche le numerose opportunità di studio e di formazione che vi sono offerte, ben sapendo che in molti paesi del mondo, lo studio rappresenta ancora un privilegio o un desiderio difficilmente realizzabile: penso agli insegnanti che allestiscono scuole improvvisate nei campi profughi, in sperduti villaggi o zone di guerra, agli studenti che per frequentare le lezioni devono percorrere lunghissimi tragitti quotidiani a piedi o con mezzi poco sicuri, ai moltissimi che devono rinunciare alla scuola per la necessità di lavorare, a tutte le bambine, le ragazze e le giovani che vengono escluse da sistemi d’istruzione riservati ai soli maschi. 

Buon lavoro, quindi, e che questo che inizia sia davvero un anno buono e fecondo per tutti! 


vescovo Marco 

Diocesi di Mantova
Diocesi di Mantova