Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

33ª domenica del tempo ordinario

Rimanere saldi nella fede in tempi difficili

Gesù invita a essere perseveranti per raggiungere la vita eterna

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In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.

Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.

Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome.
Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Il Vangelo si apre con la descrizione di una scena: alcune persone guardano, ammirate, il tempio di Gerusalemme e si compiacciono. Motivo di grande orgoglio per gli ebrei, il tempio era il centro della vita religiosa, custode dell’arca dell’alleanza, meta del pellegrinaggio annuale che l’ebreo era tenuto a compiere.

Ma forse rappresentava anche la pretesa del popolo eletto di confinare Dio nelle sue mura, di ottenere la sua benevolenza per sempre, l’unico luogo nel quale si potesse pregare e adorare Dio. Ma Gesù, ancora una volta, sconvolge le false certezze della sua gente con una profezia: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta» (Lc 21,6). Ecco allora che nasce spontaneamente la domanda: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?» (Lc 21,7).
Gesù non dà la risposta che forse si aspettavano i suoi uditori. Infatti annuncia eventi drammatici ma afferma che non saranno questi i segni che faranno presagire la fine del mondo. Le guerre e le rivoluzioni ci sono sempre state e ci sono ancora oggi. Le lotte fratricide sono iniziate con Caino e Abele e non sono terminate. Qual è allora il messaggio che Gesù vuole dare ai suoi contemporanei e a noi oggi? Potrebbe essere questo: non ha molto senso datare in modo preciso la fine del mondo. Gesù vuole affermare piuttosto che tutte le prove che siamo chiamati a vivere sono legate in qualche modo alla fine del mondo e al ritorno glorioso del Signore.
Una fine del mondo che, però, non deve essere vista come un evento drammatico, perché è iniziata con la risurrezione di Cristo, la sua ascensione al Padre e la discesa dello Spirito Santo, che hanno inaugurato il tempo della Chiesa, nel quale siamo in attesa del ritorno del Signore. Un tempo nel quale viviamo la misteriosa presenza di Gesù nei sacramenti della Chiesa e nell’intimo del nostro cuore. Un tempo difficile in cui ci è chiesto, come credenti, di rimanere saldi nella fede, perché è con gli occhi della fede che dobbiamo prepararci a vivere l’attesa del “giorno ultimo”.
Chiediamo al Signore il dono della perseveranza nell’ascolto della Parola e nella preghiera, con la consapevolezza che queste sole non bastano. Dobbiamo credere nella vita eterna e sentiamo importantissimo il nostro momento nella vita terrena: qui sulla terra possiamo acquistare tutta l’ossatura necessaria perché il nostro corpo di risurrezione viva e ci accompagni nell’infinita vita di Dio.


Le letture della 33ª Domenica del Tempo ordinario: Ml 3,19-20a; Sal 97; 2Ts 3,7-12; Lc 21,5-19.

Diocesi di Mantova