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27 novembre

Saluto del vescovo Marco alla comunità Bahá'í

Nella commemorazione del Centenario del Trapasso di ‘Abudl’l-Bahá

Redazione
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Cari amici e amiche della comunità Bahá'í,

è una gioia per me incontrarvi e ricevere luce dai vostri messaggi spirituali e dalle vostre persone. 
L’augurio fraterno è che la commemorazione odierna confermi la vostra missione spirituale e voi continuiate ad essere “una fiaccola accesa nel mondo” per lo sviluppo integrale dell’umanità. 

Lo Spirito è armonia e crea armonia tra le comunità umane che anelano al divino e sentono l’impulso a un’unità trascendente dell’umanità, non al di sopra delle religioni quanto piuttosto al di sotto quasi attingessero ad una comune radice. La intravedo, soprattutto, nell’ascesi che gli antichi definivano “l’arte delle arti”. Di questo, infatti, si tratta: di un percorso di ascesa per elevare l’umanità a livelli di perfezione superiori. 
Il viaggio dell’anima si muove da un inizio verso nuovi inizi per un inizio che non avrà mai fine. Il compimento spirituale dell’umano chiede di ingaggiare la lotta spirituale. I vostri testi sacri insegnano che “i pensieri di guerra che salgono alla mente vanno sconfitti con pensieri di pace”. Questo metodo ascetico è comune a diversi sentieri spirituali e religiosi che tendono a liberare l’anima dalle passioni, chiarire i pensieri, strutturare la memoria della morte e della vita eterna, dell’anelito divino iscritto nell’umano, al fine di addormentare i sensi disordinati e risvegliare i sensi del cuore, e giungere a una conoscenza diversa e superiore della mente che vibra in sintonia con tutto l’essere nell’intento di unificarlo. 
Il Dio amato dai cristiani è il Dio che lascia ovunque tracce di sé. Avverto qualcosa di questo mistero – inaccessibile alla mente umana se non per qualche debole barlume – leggendo e lasciando riecheggiare in me i testi che appartengono alle diverse tradizioni spirituali dell’umanità. È al livello dei mistici che il dialogo tra le diverse religioni e tradizioni spirituali si fa più interessante, meno dialettico e sospettoso, convergente in quelle vette spirituali che ogni sentiero spirituale invita a percorrere. 
Oggi gli uomini religiosi hanno il compito di fare in modo che l’anima spirituale dei movimenti cui appartengono non si corrompa a motivo di fondamentalismi, ideologie e obiettivi mondani estranei al loro patrimonio spirituale e all’ispirazione della loro devozione e azione. 
Il Patto Educativo Globale vorrebbe mobilitare i migliori umanesimi a concorrere alla tutela e promozione delle generazioni giovani, bambini e ragazzi spesso lasciati soli nella iniziazione alla vita ed esposti a influssi sociali negativi. L’educazione è la base di ogni umana perfezione. Il futuro si giocherà nell’alternativa tra la divino-umanità o la bestialo-umanità. Gli sforzi per educare i nostri contemporanei a livelli di umanità più elevata ci possono trovare uniti e sarebbe bello poter collaborare sempre più su questa frontiera nel territorio che ci accomuna.
Cari amici vi auguro contentezza del cuore, riposo interiore, pace in voi per essere causa di tranquillità per la creazione intera. Grazie per la vostra presenza ed amicizia. Entriamo per la Porta della Sapienza e vedremo la Gloria di Dio!

Diocesi di Mantova
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