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Sguardi dal mondo

Segni di pace in Etiopia

Don Sandro Barbieri scrive dalla missione africana

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Pubblichiamo alcuni stralci della lunga lettera che don Sandro ci ha scritto dall'Etiopia. Il testo integrale lo potete scaricare dalla sezione dei documenti     


    Con in miei occhi ho assistito alle grida e alle lacrime di una telefonata tra una suora eritrea e sua madre. Erano più di tre anni che non si vedevano e non si sentivano. Le linee telefoniche tra Etiopia e Eritrea sono interrotte da più di vent’anni, dall’inizio della divisione nei due stati e della conseguente gu

eerra. Per poter vedere sua madre, questa suora dovevano prendere un volo per l’Italia, quindi per il Qatar, quindi per l’Eritrea. Dall’Etiopia non si può volare direttamente in Eritrea, nemmeno passare il confine. Una volta ha tentato di andarci attraverso il Kenya, paese confinante con l’Etiopia, ma al confine non le hanno permesso di passare. In quasi 25 anni di professione religiosa, ha potuto vedere sua madre solo tre volte, con un considerevole costo per la sua comunità religiosa. E sentirla telefonicamente o per lettera mai. Questa è la guerra, questa è la situazione di molti stati africani. Questo accade quando la guerra e motivazioni spesso insensate dividono territori abitati da stesse popolazioni con confini invalicabili. Molti dall’Eritrea sono fuggiti e continuano a fuggire, compresi i suoi fratelli. L’anziana madre è rimasta, con il dispiacere di non potere quasi mai vedere o sentire i suoi figli.

   Ma due mesi fa l’avvento del nuovo primo ministro in Etiopia, il dottor Abi …  ha cambiato il corso del vento. Si sta stipulando un trattato di pace tra i due paesi, una delegazione etiope è andata ad Asmara, capitale eritrea, e una delegazione eritrea è venuta ad Addis Abeba, capitale dell’Etiopia. E dopo le prime strette di mano e i primi contatti (non è stato ancora raggiunto un effettivo trattato di pace, ma speriamo e preghiamo il Signore!), due segni danno una grande speranza: sono state aperte le frontiere, per cui è possibile andare e venire tra i due stati e sono state aperte le comunicazioni telefoniche. Così la nostra suora ha potuto telefonare a sua madre e sta sognando di poter andare a raggiungerla attraverso la strada e non più solo via aerea sorvolando tre continenti.

     Per me e credo anche per voi sembrano cose assurde, inconcepibili, abituati alla pace, a poter andare dove vogliamo, telefonare a chi vogliamo, a connetterci con il mondo via internet, a non avere frontiere da superare. E’ davvero un grande segno per l’Etiopia e una grande speranza per l’Africa. Il nuovo corso governativo sta creando anche una situazione di pace all’interno del paese: ha liberato dalle carceri prigionieri politici (praticamente le opposizioni); ha invitato chi era scappato a ritornare; ha creato più strette relazioni con il Kenya, paese confinante a sud, tanto che non c’è praticamente frontiera (come per noi in Europa che possiamo andare da un paese all’altro liberamente); sta lavorando per la pace nel Sud Sudan, avendo fatto incontrare le parti in contrasto; sta creando collaborazioni strette anche con Sudan e Somalia. Insomma può sembrare un sogno: ma in soli pochi mesi sembra stiano cambiando in positivo tantissime cose. Si respira anche tra la gente un clima molto positivo, c’è gioia e festa nelle strade, c’è grande partecipazione ai momenti pubblici, c’è voglia di Africa positiva....

   

  

Diocesi di Mantova
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