Anno pastorale corrente

Anno pastorale corrente

Avvento

Tempo per aprirsi al dono

Riflessione di don Gianni Grandi, vicario episcopale per la pastorale

C:\fakepath\presepe san biagio 1.jpg

L’Avvento, che inizia domenica 1 dicembre, è attesa del Signore che viene e verrà, preparazione alla festa del Natale, segno del Signore che è venuto.

Concentrandoci sulla storia biblica di Elkàna e Anna, richiamata nel sussidio diocesano dell’anno pastorale, il tema della sterilità ci provoca nella fede: prima di tutto siamo chiamati a riconoscere che è il Signore che ci rende fecondi, venendo lui stesso a piantare la tenda in mezzo a noi. Nel tempo dell’attesa è anche utile, come comunità e come singoli, mettere davanti al Signore le nostre inadempienze e insieme il nostro impegno perché superiamo ogni forma di pigrizia e ravviviamo la fecondità e la bellezza di essere sposi e di essere parte della Chiesa, sposa di Cristo.


Dentro la vita delle coppie oggi è una grazia incontrare persone che credono fermamente nella paternità-maternità. Non è scontato essere aperti alla vita. Ciò infatti che era scontato, oggi appare per molti aspetti una conquista, a volte un cammino che la coppia compie per aprirsi al dono della vita. La cultura, il modo di vivere spingono verso una mentalità egoistica che si ripercuote nella coppia: l’importante sembra il benessere dei due, che si concretizza nel trovare momenti di tempo libero.Come comunità cristiane possiamo e dobbiamo fare di più, a cominciare dall’educazione affettiva degli adolescenti, ma anche all’accompagnamento dei giovani sposi. 


Continuiamo a ripensare al ministero degli sposi dentro la comunità. Il loro servizio è primariamente dovuto al loro esserci. Essi sono segno dell’amore fedele del Signore, della fecondità di Dio nei nostri confronti e della fecondità della comunità cristiana che nel Battesimo genera nuovi figli. Senza il sacramento del matrimonio, vissuto e scelto, il nostro agire nella Chiesa mancherebbe di un segno fondamentale: come annunciare il Dio buono che ci ama se non ci sono attorno a noi sposi che si vogliono bene? Come annunciare che Dio desidera costruire il futuro del mondo se non abbiamo bambini frutto della scelta d’amore dei genitori? 
Forse il ministero profetico della coppia è proprio scegliere di diventare genitori: generando si dà futuro al mondo, si guarda lontano, non ci si affossa sui problemi del presente. Il figlio diventa il modo per coniugare la vita al futuro, un futuro non costruito solo da noi, ma insieme a Dio. 
Il ministero sacerdotale delle coppie possiamo individuarlo nella donazione reciproca e verso i figli. Questa donazione rende ogni casa un santuario dove si celebra quotidianamente la liturgia dell’amore, dove ogni giorno si sceglie liberamente il bene dell’altro.
Il ministero regale delle famiglie possiamo coglierlo nella capacità insita nei genitori di essere costruttori dell’ambiente in cui vivono. Essi infatti diventano costruttori di ponti nei luoghi che frequentano con i figli: la parrocchia, la scuola, il quartiere, le famiglie di origine. 

Certo, questo ministero familiare richiede anche una conversione. Tutti infatti corriamo il rischio di bastare a noi stessi. Gesù che viene è per tutti appello all’apertura, al farsi prossimo, al vivere la fecondità e la creatività dello Spirito Santo.


(La riflessione di don Gianni Grandi è stata pubblicata sul settimanale diocesano La Cittadella di domenica 24 novembre 2019. E' possibile leggere l'articolo completo a questo link.)



Per vivere l'Avvento aprendosi anche agli altri, Caritas diocesana e Centro missionario propongono alcuni impegni concreti di carità (vai all'articolo).

Diocesi di Mantova
Diocesi di Mantova