Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

Santissima Trinità

Un Dio in tre persone, Gesù è la via

Attraverso Cristo, il Signore si rende riconoscibile nella storia

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In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.

Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».

«Il tutto nel frammento»: è questo il titolo di un’opera del teologo svizzero Hans Urs von Balthasar (1905-1988), pubblicata nel 1970. Esprime in modo immediato il paradosso e la sfida della rivelazione di Gesù Cristo: pochi anni di condivisione con un gruppo di discepoli diventano la realtà con cui ogni persona è chiamata a misurarsi.

Il brano del Vangelo vuole allargare la prospettiva dalla vicenda di Gesù all’intera storia del mondo. Così, le «molte cose» che Gesù non ha detto ai discepoli perché incapaci di «portarne il peso», forse non si riferiscono solo alla sua prossima cattura e condanna. E le «cose future» non riguardano solo il compimento della sua vicenda personale. Forse non riguardano nemmeno la persecuzione che avrebbe investito i suoi seguaci e testimoni. Infatti il contenuto dell’annuncio futuro è già presente nella sua persona: «Prenderà da ciò che è mio»! Nel frammento c’è già il tutto, perché «tutto quello che il Padre possiede è mio».
Qualunque sia il futuro, Gesù sa però che comporterà peso, lotta, persecuzione. Anche e soprattutto per chi vuole vivere il duplice comandamento dell’amore. Ma come ha fatto con Gesù, lo Spirito Santo sarà presente con i suoi discepoli nelle diverse situazioni della vita e li aiuterà a compiere gesti e a dire parole secondo lo stile che Gesù ha visto nel Padre.
La forza per portare il peso che tutto questo comporta viene allora da Dio stesso. Ancora di più, viene dalla partecipazione a tutto ciò che è suo, del Padre, ma anche del Figlio. Nel brano che stiamo esaminando la glorificazione scaturisce dal fatto che il Padre «prenderà da quel che è mio e ve lo annunzierà». Il culmine dell’obbedienza (quando Giuda, preso il boccone, fu uscito dal cenacolo) diventa il culmine della glorificazione grazie al progressivo cammino con cui Gesù partecipa a ciò che è del Padre, in una serie di scelte ed esperienze che manifestano il proprio affidamento al Padre e la sua fedeltà verso Gesù.
Gesù è dunque la via attraverso cui anche ciascuno di noi può partecipare alla fecondità delle relazioni trinitarie. Ma è anche la via attraverso cui il Dio trinitario si sporge e si rende riconoscibile nella concretezza della storia. Un solo Dio in tre persone.


Le letture della solennità della Santissima Trinità: Pr 8,22-31; Sal 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15.

Diocesi di Mantova