Commento al Vangelo

Commento al Vangelo

1ª domenica di Quaresima

Un tempo speciale per riconoscere le fragilità

L'esperienza di Gesù nel deserto invita a convertirci e accogliere Dio

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La liturgia della prima domenica di Quaresima propone un testo del Vangelo di Marco: dopo aver ricevuto il battesimo, Gesù va nel deserto e vi rimane per quaranta giorni. Il racconto di Marco è breve e scarno, molto diverso da quelli di Matteo e Luca, ma in realtà in esso l’evangelista ci presenta una descrizione profonda della vita terrena di Gesù e ce ne spiega il significato. È lo Spirito che spinge Gesù nel deserto, anzi più precisamente lo getta, lo butta come dicono i testi nelle lingue antiche.

Egli obbedisce e vi rimane per quaranta giorni. Subito vengono in mente i quarant’anni del cammino del popolo dell’Esodo dalla sua liberazione dalla schiavitù fino all’arrivo nella terra promessa. Tutto avviene nel deserto dove il popolo vive e si muove accompagnato, nutrito, dissetato e sorretto dalla presenza di Dio. Così è la permanenza di Gesù nel deserto e così anche la nostra vita. Non siamo forti né fedeli, ma poveri e piccoli: il Signore ci accoglie, ci vuole bene e cammina con noi. La Quaresima è tempo speciale per riconoscere sia le nostre fragilità che la realtà di un Dio che sta al nostro passo senza lasciarci e che si fa ritrovare ogni volta che per paura, per pigrizia, per superficialità cambiamo strada e ci perdiamo.

Solo in Marco troviamo questa espressione: «stava con le bestie selvatiche». Fanno paura queste bestie. Sono le realtà difficili nelle quali ci troviamo, anche il Figlio di Dio le conosce come ogni essere umano. Ma Egli sta con loro in relazione e con pace. San Francesco d’Assisi è esempio luminoso della convivenza e perfino della lode verso ogni cosa di cui abbiamo timore: la malattia, la sofferenza e anche la morte.
«E gli angeli lo servivano». Con poche parole il Vangelo ci dà un gran buona notizia: nel deserto, in compagnia di Satana e delle bestie selvatiche, ci sono anche gli angeli che servono il Signore. Tutto diventa un’immagine preziosa della vita terrena di Gesù e per noi un annuncio sapiente per come vivere la nostra esistenza. È importante che ci ricordiamo che molti angeli ci hanno servito e ci servono. Hanno il volto conosciuto delle persone che ci hanno voluto e ci vogliono bene, il volto di quanti ci hanno fatto conoscere Gesù e hanno pregato con noi. I doni che Dio continua a farci passano attraverso le mani di sorelle e fratelli, passano attraverso le loro parole, le loro carezze, i loro rimproveri e consigli. È strano, ma il deserto che è il luogo della solitudine, sta diventando molto popolato. Colpisce il silenzio di Gesù. Nonostante le compagnie pericolose il Signore sembra tranquillo e in pace nel deserto, affidato al Padre e allo Spirito.
«Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il Vangelo di Dio, e diceva: il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino, convertitevi e credete nel Vangelo». Marco sembra indicare che, imprigionato Giovanni, il suo compito viene assunto da Gesù, che da inizio alla sua predicazione dalla Galilea, terra delle genti e terra di periferia. Luogo di passaggio per il cammino dall’oriente, la patria di Gesù era visitata da molti stranieri ed era considerata luogo pericoloso; allo stesso modo le nostre periferie sono considerate difficili e poco accoglienti. Papa Francesco non esita ad indicarle come l’ambiente più importante nel quale i cristiani devono andare. Gesù torna quindi a casa ed anche per noi l’invito è tornare nella realtà quotidiana portando nel cuore, nei gesti e nelle parole la buona notizia che nel deserto abbiamo udito. Il regno di Dio, preparato ed annunciato fino dai tempi della prima alleanza non è più lontano: il tempo dell’attesa è finito e il Regno è vicino. Il Signore è venuto ad abitare in mezzo a noi ed in noi.
Cosa significa convertirsi? La conversione è il cammino nel quale accogliamo la parola e la persona che ogni giorno ci indica passi nuovi e ci chiede fiducia. Non è opera nostra, ma una relazione di fiducia in una persona che poco a poco si rivela a noi.

Diocesi di Mantova