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Giorno della memoria

​Una medaglia per don Biancardi

Il sacerdote mantovano ricordato da don Giovanni Telò

Redazione
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Quest’anno il Giorno della memoria, che si celebra il 27 gennaio in ricordo della Shoah, assume un significato particolare anche per la Chiesa mantovana. In diversi comuni verranno consegnate le medaglie ai parenti dei militari italiani internati nei campi di concentramento nazisti. Un riconoscimento verrà attribuito anche a don Dino Biancardi, il quale non è stato deportato in Germania, ma ha trascorso tre mesi in carcere, nel 1944, a Mantova e Verona. L’accusa, senza prove, era quella di aver favorito l’attività partigiana. L’esperienza del carcere è stata drammatica per don Biancardi, a tal punto da procurargli la morte.

L’assegnazione della medaglia, conferita dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, avverrà mercoledì 27 gennaio, alle ore 17, presso la sala consiliare del municipio di Mantova. Il sindaco Mattia Palazzi consegnerà la medaglia ai parenti di don Biancardi.


Nato a San Fermo di Piubega (Mantova) il 16 novembre 1914, ordinato sacerdote dal vescovo Domenico Menna nel 1937, don Biancardi si laurea in Teologia dogmatica all’Università Gregoriana, a Roma. Ritornato a Mantova, viene nominato vicario parrocchiale in San Barnaba, assistente della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana) e docente nel Seminario vescovile.
Il 1º luglio 1944, il vescovo Menna lo nomina parroco di Sustinente, dove giunge il 10 agosto successivo. Il paese, sotto le bombe, vive l’incubo della guerra. Il 21 ottobre, don Biancardi viene arrestato dai tedeschi con l’accusa di aver sostenuto i partigiani. Condotto in carcere, è rilasciato il 19 dicembre 1944, dopo aver smontato ogni addebito. In prigione, don Biancardi contrae una malattia cardiaca che lo porterà alla morte il 23 dicembre 1948. Aveva 34 anni.


«Con la consegna della medaglia si rende omaggio a un sacerdote che ha ingiustamente sofferto, fino a pagare con la vita per i soprusi inflittigli dai nazisti», afferma don Giovanni Telò, storico, il quale ha avviato la pratica insieme al maresciallo Luigi Filochi. Don Telò ricorda che la testimonianza di don Biancardi si colloca su diversi piani: sacerdotale, intellettuale ed educativo. «Formava i giovani universitari – aggiunge – a dei valori grandi e ad avere una coscienza critica nei confronti della realtà. Sono aspetti altamente significativi anche per i cristiani di oggi».

Diocesi di Mantova
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