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Insegnamento della religione cattolica

Una scelta per il bene dei ragazzi

183 docenti incaricati e 43.000 studenti coinvolti nel mantovano

Redazione
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«Anche quest’anno – scrivono i vescovi italiani ai genitori di bambini e ragazzi italiani - entro il 25 gennaio siete chiamati a compiere una scelta importante, decidendo se avvalervi o meno dell’insegnamento della religione cattolica a scuola. Noi pensiamo che questo insegnamento…consente, infatti, di conoscere e contestualizzare in un’ottica più ampia la storia culturale del nostro Paese e del mondo intero, attraverso le idee che la religione cristiana ha prodotto.

Ma nell’insegnamento della religione cattolica si danno anche altre possibilità: gli studenti possono confrontarsi con le domande profonde della vita. Soprattutto nel tempo della formazione intellettuale a scuola sorgono quei quesiti che a volte ci affannano, ma che di fatto ci rendono esseri umani unici e irripetibili: chi siamo? Quale storia ci ha preceduto? Cosa dobbiamo fare per il presente nostro e dei nostri cari? Perché il dolore e la morte? Cosa possiamo sperare per il futuro in questa terra e dopo? Ognuno deve trovare la sua risposta. L’insegnamento della religione cattolica si pone proprio nell’orizzonte degli interrogativi esistenziali, che sorgono anche nei nostri ragazzi. In un tempo in cui la pandemia da COVID-19 ci sta ponendo di fronte problemi inediti per l’umanità, pensiamo che le generazioni future potranno affrontare meglio anche le sfide nel campo dell’economia, del diritto o della scienza se avranno interiorizzato i valori religiosi già a scuola».
Che l’insegnamento della religione cattolica goda di una notevole stima anche nel mantovano, ne sono testimonianza i numeri di coloro che se ne avvalgono. Dall’ufficio della pastorale scolastica della Curia arrivano i numeri dell’anno scolastico 2020/2021: 6603 alunni dell’infanzia statale; 14895 dalla primaria statale; 9839 dalle scuole medie inferiori statali; 12274 dalle superiori statali. Numeri che portano la percentuale a livelli significativa, che vanno dal 77% della primaria statale al 66% delle superiori.

E sono 183 i docenti di religione che ogni giorno si trovano in prima linea con le grandi domande a cui il loro insegnamento deve tentare di offrire percorsi di ricerca e di risposta. Tra questi docenti si trovano cinque sacerdoti, tre religiose, 25 laici e 139 laiche. «Questi docenti – ci spiega il direttore dell’ufficio Marco Cavallaro – hanno ottenuto un’ottima preparazione attraverso i loro studi di Scienze Religiose, che per molti di essi sono avvenuti proprio nell’Istituto di Scienze Religiose “San Francesco” di Mantova».
Il papa Francesco lo scorso 5 ottobre aveva usato queste parole per dire il rapporto stretto tra le religioni e l’educazione: «Da sempre le religioni hanno avuto uno stretto rapporto con l’educazione… [Essa] ci impegna a non usare mai il nome di Dio per giustificare la violenza e l’odio verso altre tradizioni religiose, a condannare ogni forma di fanatismo e di fondamentalismo e a difendere il diritto di ciascuno a scegliere e agire secondo la propria coscienza. Se nel passato, anche in nome della religione, si sono discriminate le minoranze etniche, culturali, politiche e di altro tipo, oggi noi vogliamo essere difensori dell’identità e dignità di ogni persona».

Diocesi di Mantova
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