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Vivere l'esperienza del lutto

Testimonianze e riflessioni sull’esperienza del Covid 19 in un toccante video

DI Redazione sito

“C’è un passaggio di Papa Francesco nell’Amoris Laetitia, dove dice che “l’amore possiede una capacità di intuizione che ti permette di vedere nell’invisibile” (n. 255). L’amore di due genitori, di fratelli, nonni, zii, amici… possiede la capacità di intuire com’è lo stato di quella persona cara che adesso si trova in Dio. La liturgia, in una prefazione dei defunti, dice: “ai tuoi fedeli Signore la vita non è tolta, ma è trasformata”. Noi abbiamo questa forte speranza che la vita umana non viene distrutta. Certo il nostro corpo è come un’abitazione molto fragile che a un certo punto viene in qualche maniera a estinguersi. Ma la nostra vita, la nostra vita in Cristo, la nostra vita che qui sulla terra abbiamo avvolto dall’amore del Padre, questa è una vita umana riuscita” (vescovo Marco Busca) 



Una terribile tempesta si è abbattuta su tutti noi: il Covid 19. La Diocesi di Mantova ha voluto realizzare un video attraverso cui riflettere come comunità cristiana sulla drammaticità di questo evento, che ha causato molti lutti e sofferenza, per dare coraggio e speranza a chi ne è stato colpito e la forza di affrontarlo.

Un video ad uso pastorale

Pietro Lombardo, formatore degli operatori Caritas della Diocesi, è il moderatore dei vari interventi che offrono diversi contributi per comprendere l’esperienza del lutto e della malattia. 

Il dott. Giovanni Paganini parla della sua esperienza di medico a contatto con i tanti malati e le loro famiglie.  Luca Campagnoli, seminarista, dà testimonianza della sua esperienza di persona colpita dal Covid 19. Pier Paolo Gobbi racconta della drammatica esperienza legata alla perdita del padre. Il dott. Nicola Ferrari, come psicologo, spiega la particolarità del 'lutto soffocato' e come poterlo superare. Suor Gabriella Verzelletti offre il punto di vista di persona ammalata per tre mesi a casa con i suoi genitori. Infine, la preziosa e profonda riflessione del Vescovo Marco ci guida nello scoprire come la nostra fede ci può permettere di affrontare l’esperienza del distacco dai nostri cari. 
L’intenzione è che questo video possa avere un utilizzo pastorale, anzitutto per gli operatori pastorali che vivono più da vicino il mondo della sofferenza, come i ministri straordinari dell’Eucaristia, i ministri della consolazione, e i vari gruppi e associazioni di ispirazione cristiana che svolgono servizi alle persone più fragili.

Le parole del vescovo Marco

«…Allora immaginare i nostri defunti come persone trasformate vuol dire entrare con loro in una relazione che è trasformata, che è nuova, una relazione che non è più come quella che avevamo quando erano qui con noi e attraverso il corpo, i sensi, potevamo vederli, ascoltare, incontrare… Adesso la relazione che abbiamo con i nostri defunti è la relazione mediata da Cristo nella comunione dei santi, che vuol dire che in Cristo, soprattutto nell’Eucaristia, quando io sono in comunione con Lui e che la mia nonna, il mio amico, il mio fratello… che è già in paradiso, ma unito a Cristo, ecco in Cristo noi sulla terra e loro già nella patria del cielo siamo una cosa sola.»

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«Santa Teresina di Lisieux è morta molto giovane e una delle sue sorelle, Agnese, quando era sul letto di morte le ha chiesto: “Ma ti ricorderai di noi quando sarai nel Paradiso?” e Teresina ha risposto: “Io passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra; io sarò sempre con voi e sarò più potente quando sarò in paradiso rispetto a quello che sono riuscita ad essere sulla terra”. Ecco, pensare che i nostri morti li immaginiamo vivi, trasformati in Cristo, che il nostro rapporto con loro non si interrompe, si trasforma e con questo nella terapia dello Spirito Santo, porterà anche a una guarigione interiore, a ritornare nella pace. La ferita rimane, ma viene rimarginata e anche le persone colpite dal lutto possono tornare ad essere pacificate.»

«La morte spaventa e ci fa soffrire perché procura un’interruzione dei rapporti, però sappiamo che per noi cristiani non si interrompono. Certo manca la modalità fisica, ma si trasformano i rapporti. Come dice Sant’Agostino: “I nostri morti sono invisibili agli occhi, ma non alla  mente, sono dei compagni interiori”. Noi possiamo pregare per loro e la  nostra preghiera di suffragio è un pezzettino della loro purificazione.
Chiediamo al Signore: ripuliscili se nella loro vita c’è ancora qualche scoria… e ammettili a godere pienamente la luce del tuo volto, che si  vedano attraverso Cristo e che godano di essere tuoi figli, risorti insieme a Cristo. Allora comunicare con i nostri morti, pregare la loro  felicità eterna, ma sapere anche che loro sono dei potenti intercessori, pregano per noi. Davanti a Cristo si uniscono alla preghiera di Cristo che il nostro avvocato presso il Padre e insieme a Cristo dicono “Prega per noi, prega per me”.»

"Cireni del lutto" - Il servizio di ascolto

Durante la fase più acuta della pandemia, la diocesi di Mantova ha avviato un servizio telefonico e via mail di ascolto, denominato 'Cirenei del lutto'. A questo servizio si sono rivolte una trentina di famiglie della provincia, segnate da lutti particolarmente drammatici, che chiedevano di essere ascoltate. Le persone che si sono rivolte a questo servizio diocesano lo hanno fatto attraverso la mail, con racconti lunghi e dettagliati. Con otto di queste famiglie ci sono ancora contatti regolari.

Diocesi di Mantova
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