Centro pastorale diocesano

Le parole del profeta Isaia nel capitolo 18, 1-2, che la tradizione riferisce al popolo Nuer, riassume in poche parole l’ambiente geografico e umano in cui ci troviamo. Per loro siamo qui come messaggeri della speranza di Cristo. Ma in che modo? Ci inseriamo in una realtà missionaria già iniziata da una decina di anni da missionari colombiani e kenioti.
La particolare collocazione geografica ha fin dall’inizio caratterizzato la missione di Lare come un luogo di collegamento tra Etiopia e Sudan. I lunghi anni di guerra e di instabilità hanno reso quasi impossibile per la maggiorparte dei ragazzi proseguire gli studi oltre la 5ª o la 6ª classe. Per questo è stato costruito qui nella missione cattolica una struttura residenziale per offrire a studenti delle classi superiori un sostegno materiale, scolastico ed educativo, pursenza far perdere loro la propria identità e cultura. E’ costituita da 15 capanne circolari (in ognuna possono dormire fino a 3 o 4 ragazzi) costruite secondo lo stile tradizionale, ma rese più confortevoli dal pavimento in muratura. Ci sono poi la cucina, i servizi, il punto di rifornimento dell’acqua e una sala studio attrezzata con i libri di riferimento necessari. E’aperto a ragazzi e ragazze Nuer, di qualsiasi religione, provenienti dalla regione circostante, ma anche profughi del Sudan ospitati nei campi rifugiati.

 La scuola pubblica è in città a Lare; la struttura del nostro ostello viene incontro aigiovani nelle difficoltà legate ai bisogni della vita quotidiana (avere un alloggio stabile vicino alla scuola, pasti regolari, sicurezza garantita) e anche al cammino educativo (imparare un metodo di studio, supplire alle lacune degli insegnantidella scuola pubblica, difendersi dalle mille distrazioni e tentazioni della città, aver cura e rispetto di se stessi e degli altri…). Sarà questa la nostra attività sociale più significativa: ogni anno questi studenti, selezionati tra qualchecentinaio di domande, si affidano al progetto del “Catholic Hostel” per essere aiutati. Già si vedono i frutti di questi 10  anni: molti ragazzi e ragazze usciti dal nostro Ostello hanno completato il college o l’università e adesso hannoincarichi di responsabilità in uffici pubblici o sono infermiere nei dispensari governativi. Tutti loro conservano un ricordo di gratitudine verso la Chiesa Cattolica per l’aiuto ricevuto.

Al di fuori dell’ostello, la missione ha poche strutture, realizzate oltre 10 anni fa e bisognose di una sostanziosa manutenzione: la chiesa e un salone per riunioni, oltre alla casa parrocchiale che abbiamo subito dovuto ritinteggiare erisistemare un po’ appena arrivati.
L’etnia Nuer a cui ci rivolgiamo, a differenza di altre, è di carattere cauto e riservato: non si lanciano in facili entusiasmi e il numero dei cristiani è ancora limitato a circa 200 persone. Dà però speranza vedere che i membri dellacomunità sono di diverse età e livelli culturali e hanno quasi tutti una forte passione e interesse per la parola di Dio.
Sono presenti piccole comunità stabili di cattolici in due villaggi dei dintorni; altre sono ancora in fase di formazione; altri villaggi hanno richiesto una presenza della chiesa cattolica ma ancora non è stato possibile, con le forze disponibili,prenderli in considerazione
 



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Diocesi di Mantova