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Giornata mondiale del migrante e del rifugiato

"Non si tratta solo di migranti"

Diocesi di Mantova 29/09/2019

Diocesi di Mantova 16.30

Diocesi di Mantova Mantova - Seminario e cattedrale


Domenica 29 settembre si celebra la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato. Nella nostra diocesi sarà possibile partecipare ai seguenti appuntamenti:
- alle 16.30, nell’aula magna del Seminario vescovile: ascolto di testimonianze delle comunità di origine straniera residenti sul territorio
- alle 18.00, in Duomo: Santa Messa presieduta dal vescovo Marco e animata dalle comunità cristiane straniere (siriana, ucraina, rumena, brasiliana, filippina, africana, latino-americana)
A seguire buffet dei popoli nel loggiato del seminario, con piatti tipici di ciascuna zona di provenienza.


Per capire meglio il significato di questa Giornata abbiamo posto alcune domande a Silvia Canuti, direttore della Caritas diocesana.

Come percepisci il lo stato dell’integrazione degli stranieri sul territorio mantovano?
Le comunità cristiane di origine straniera presenti nel mantovano sono diverse e molto numerose, e - come loro stesse testimoniano – nel complesso molto ben integrate e soddisfatte della loro situazione.
Un po’ diverso è il discorso per quanto riguarda le persone e le famiglie immigrate accolte nei C.A.S. (Centri di accoglienza straordinaria) gestiti dalla Caritas diocesana, all’interno di piccole strutture diffuse sul territorio. In questo caso le famiglie presenti riescono ad integrarsi meglio nelle comunità rispetto ai singoli – per la maggior parte giovani ragazzi – verso i quali c’è un po’ di diffidenza diffusa.


Quante persone o famiglie accoglie in questo momento la rete Caritas, e con quali modalità?
Ad oggi le persone accolte nei C.A.S. sono una sessantina, ospitate in piccoli appartamenti dislocati in varie località sul territorio diocesano, oltre ad una sola struttura un po’ più grande, da 13 posti. Sono accompagnati da operatori specializzati, che li seguono negli iter burocratici ma soprattutto nel processo di integrazione nella comunità locale.
Sette parrocchie ospitano invece altrettante famiglie, di varia provenienza, arrivate in Italia grazie al canale dei corridoi umanitari: viaggi sicuri e controllati dai campi profughi al nostro Paese, organizzati da realtà accreditate, quali la Comunità Sant’Egidio e Caritas Italiana. In questo caso Caritas le sostiene economicamente, mentre le comunità ospitanti le accompagnano concretamente nella vita di tutti i giorni.


Quali ritieni siano le vie migliori per una reale accoglienza dei migranti? Quali attenzioni dovremmo avere, come Chiesa, a livello pedagogico?
La strada migliore da percorrere per favorire un’immigrazione ‘positiva’ per tutti è sicuramente quella del potenziamento dei corridoi umanitari, e dell’accoglienza di ogni famiglia da parte di una comunità.
Poi come Chiesa dovremmo creare una vera pastorale dell’accoglienza, che parta da un concetto di carità che non sia mero aiuto economico. In questo abbiamo molto da imparare dai bambini e dai giovani, che hanno meno pregiudizi e resistenze, e sono spontaneamente molto più accoglienti.


Chi può partecipare agli appuntamenti di domenica 29 settembre?
Non solo gli stranieri, ma chiunque abbia desiderio di ascoltare la loro voce e condividere con loro un momento di preghiera e di festa.


In allegato è possibile scaricare il Messaggio del papa per la Giornata.

Sul sito della Fondazione Migrantes CEI altri materiali, interventi e contributi.



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