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Preghiera

Il vescovo presiede l'eucarestia per i giornalisti di Avvenire

Diocesi di Mantova 15/04/2019

Diocesi di Mantova 15.00

Diocesi di Mantova Milano


L’anno scorso, “Avvenire” ha festeggiato i cinquant’anni di vita. Da mezzo secolo è il quotidiano di riferimento dei cattolici italiani, capace di raccontare i fatti principali che accadono nel Paese, proporre spunti di riflessione e approfondimento e dare spazio alla vita della Chiesa, affrontando le tematiche più attuali. Con un occhio di riguardo per le comunità locali, alle quali dà voce “ospitando” diverse testate diocesane che escono, come supplemento, insieme ad “Avvenire”. Una di queste è “La Cittadella”, il settimanale della diocesi di Mantova, l'inserto di otto pagine che esce ogni domenica allegato al quotidiano.

Nei tempi “forti” dell’anno pastorale – Avvento e Quaresima – nella sede di “Avvenire” a Milano viene celebrata una Messa, presieduta da un vescovo italiano. Questa piacevole tradizione si rinnova nei prossimi giorni con la visita del vescovo di Mantova Marco Busca, delegato delle diocesi lombarde per le comunicazioni sociali, che celebrerà la Messa per i giornalisti di “Avvenire” lunedì 15 aprile alle 15, nella sede milanese del quotidiano. Sarà l’occasione per rilanciare il ruolo delle comunicazioni sociali per la Chiesa di oggi, chiamata a trovare modalità adatte per aprirsi al mondo e raccontarsi agli altri, utilizzando al meglio gli strumenti di comunicazione che l’epoca attuale offre.

Lo ha sottolineato anche papa Francesco, nel messaggio per la 53ª Giornata per le comunicazioni sociali, il prossimo 2 giugno, quando ha parlato delle potenzialità di Internet come opportunità di incontro con l’altro. «La rete è una risorsa del nostro tempo. È una fonte di conoscenze e di relazioni un tempo impensabili. La figura della rete ci invita a riflettere sulla molteplicità dei percorsi e dei nodi che ne assicurano la tenuta, in assenza di un centro, di una struttura di tipo gerarchico, di un’organizzazione di tipo verticale. La rete funziona grazie alla compartecipazione di tutti gli elementi».

Nel testo, il Pontefice ricorda poi il valore della comunione, un principio che, oggi più che mai, deve guidare chi si occupa di comunicazione attraverso il web e i nuovi mass media. «Come cristiani ci riconosciamo tutti membra dell’unico corpo di cui Cristo è il capo. Questo ci aiuta a non vedere le persone come potenziali concorrenti, ma a considerare anche i nemici come persone. Dio non è solitudine, ma comunione; è amore, e perciò comunicazione, perché l’amore sempre comunica, anzi comunica se stesso per incontrare l’altro. In virtù del nostro essere creati ad immagine e somiglianza di Dio che è comunione e comunicazione-di-sé, noi portiamo sempre nel cuore la nostalgia di vivere in comunione, di appartenere a una comunità».

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