Mantova - Centro pastorale
20/06/2026
21.00
In occasione della Giornata del Rifugiato 2026, la Rete territoriale degli Enti che partecipano al Tavolo Asilo Mantova – tra cui figurano anche il Tavolo diocesano per il Bene comune e la Caritas diocesana - promuove per il 19, 20 e 21 giugno una serie di iniziative aperte alla cittadinanza per favorire l'incontro, il dialogo e la conoscenza reciproca tra persone e culture diverse.
Attraverso eventi, testimonianze e momenti di confronto, l’iniziativa intende contribuire al superamento di stereotipi e pregiudizi, offrendo occasioni concrete per conoscere le storie, le competenze e i percorsi delle persone non native e rifugiate presenti sul territorio. I vari appuntamenti appresentano inoltre un'opportunità per valorizzare le buone pratiche di comunità sviluppate grazie alla collaborazione tra istituzioni, associazioni, scuole, servizi e cittadini, che ogni giorno vogliono contribuire alla costruzione di contesti di umanità.
Nell'accoglienza delle persone rifugiate la Rete riconosce infatti un principio fondamentale di umanità, che deve ispirare l'azione di tutte le istituzioni e orientare le scelte delle comunità. Accogliere significa infatti riconoscere la dignità della persona, promuovere i diritti e favorire percorsi di partecipazione e appartenenza, rafforzando legami di solidarietà.
Tra i numerosi appuntamenti segnaliamo in particolare lo spettacolo Chi sono io, chi sei tu - Diversi e uguali nel viaggio della vita, sabato 20 giugno alle 21 nell’aula magna del Centro pastorale diocesano (via Cairoli, 20 - Mantova) ideato e proposto dal gruppo Masci Mantova 1 di Borgo Virgilio.
Lo spettacolo, fatto di musica, letture e soprattutto delle testimonianze dirette delle persone migranti, intende portare all’attenzione degli spettatori i due aspetti della fatica ma anche della ricchezza umana che l’esperienza migratoria comporta. Vuole evidenziare che la migrazione è un processo connaturato alla specie umana, e che tutti i popoli, compreso il nostro, in diversi momenti l’hanno vissuta. Questa condizione, tuttavia, può essere drammatica e segnata da mille difficoltà o, al contrario, resa più facile e costruttiva dagli atteggiamenti dei Paesi ospitanti.
Il cuore pulsante dello spettacolo sono le storie raccontate direttamente da alcune persone migranti, che metteranno in luce alcune difficoltà incontrate.
Il messaggio finale, che richiama l’enciclica di papa Francesco Fratelli tutti, è che la migrazione è un fondamentale fattore di crescita non solo economica, ma soprattutto umana e sociale.