Centro pastorale

Catechesi persone disabili

Ufficio catechistico

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In collaborazione con le realtà diocesane, le congregazioni religiose e le aggregazioni laicali che operano in questo ambito, il settore per la Catechesi delle persone disabili si propone di stimolare nella comunità ecclesiale e nelle diverse realtà sociali la sensibilizzazione e la cura pastorale, la formazione di catechisti e l’ideazione di strumenti adeguati ai vari ambiti di disabilità motoria, intellettiva e sensoriale. All’interno di questi obiettivi, il tema dell’inclusione ha un’importanza rilevante ed è tra i compiti principali delle Chiese locali in ordine alla presenza ordinaria delle persone disabili e delle loro famiglie nella vita pastorale e, specificamente, all’interno dei percorsi catechistici. In tal modo si intende favorire la realizzazione di esperienze di educazione religiosa delle persone disabili considerate non più per il loro limite, bensì per le loro potenzialità anche in ordine alla testimonianza di fede.


Un’attenzione particolare, ormai consolidata nelle Chiese che vivono in Italia, è svolta dal Settore per la catechesi per le persone disabili. Tutti i cristiani, in virtù del battesimo ricevuto, sono testimoni e annunciatori della fede nella vita quotidiana sia pure nei momenti di difficoltà e nonostante le limitazioni fisiche, intellettive e sensoriali.  Va rafforzata e diffusa la cura di percorsi catechistici inclusivi per persone che presentano disabilità fisiche, psichiche e sensoriali, assicurando nel contempo che possano realmente partecipare alla liturgia domenicale e testimoniare, attraverso la loro condizione, il dono e la gioia della fede e l’appartenenza piena alla comunità cristiana. 


da Incontriamo Gesù...n. 93; 56      


Con premura speciale, i catechisti devono prendere cura di coloro che hanno maggiore bisogno, perché più poveri, più deboli, meno dotati. Proprio a loro Cristo ha voluto mostrarsi strettamente vicino e unito, annunciando che la lieta novella data ai poveri è segno dell’opera messianica. Essi vanno avvicinati con zelo e simpatia. Si devono studiare e attuare forme di catechesi, che meglio rispondano alle loro condizioni.


dal Documento Base 125.


I disabili e le Comunità cristiane Le persone con disabilità non si pongono solo come destinatari del messaggio evangelico, ma annunciano a loro volta il Vangelo. La loro testimonianza svela che la fragilità, condizione intrinseca di ogni uomo, non ne limita la dignità, né la capacità di vivere il dolore e la gioia o di avere una vita priva o ricca di senso.  In questa prospettiva i disabili non sono solo oggetto di diritti ed attenzioni, ma soggetto attivo e responsabile e la loro presenza all'interno delle comunità  ecclesiali può arricchire la vita della comunità ecclesiale. La persona disabile è essa stessa evangelizzatrice; la fede di tanti disabili è testimonianza e edificazione per la Chiesa per l’immediatezza e la profondità non comune. Dunque non esiste solo un servizio che la Chiesa porta avanti nei confronti delle persone con disabilità, ma una testimonianza dei disabili all'interno della Chiesa: l’annuncio del Vangelo, della gioia di essere stati chiamati Figli di Dio.  


Una celebrazione con i disabili in ogni diocesi Tale gioia si manifesta con chiarezza nella celebrazione domenicale. C'è una forza vitale e comunicativa nelle liturgie a cui partecipano i disabili che diviene dono e testimonianza  per tutta la comunità. Dei disabili è lo spazio del bello e della gioia. Per questo dei disabili è lo spazio della liturgia.  Per questo motivo dall'ultimo convegno nazionale su catechesi e disabilità è nata la proposta di celebrare in ogni Diocesi, nella cattedrale e con il Vescovo, una liturgia esemplare con la presenza di persone disabili. Si tratterebbe di un evento importante, ma non dell’istituzione di una “giornata”, e che non intenderebbe sostituirsi alla partecipazione ordinaria delle persone con disabilità alle liturgie parrocchiali, ma che anzi ne vorrebbe indicare l'importanza e la ricchezza.



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