Parrocchie

Marmirolo

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La presenza di Marmoriolo ("fundo cum Castro et cappella") è segnalata in documenti dell’anno 976 quale possedimento dei marchesi Canossa. Il termine si modifica nell’XI secolo in Marmirolum, Marmoriolo, Marmerolo e quindi costantemente Marmoreolum dal latino Marmor-Oris che attesta la presenza di un piccolo palazzo di marmo.
In epoca gonzaghesca rinascimentale i documenti attestano invece la presenza di un palazzo, tanto artisticamente raffinato da risultare "il più vago e jocondo" esistente sotto il sole.
Deteriorato da abbandoni perpetrati dagli ultimi Gonzaga e dal Governo austriaco succeduto, il palazzo è stato definitivamente abbattuto nella seconda metà del 1700 e non ne rimane traccia.
Marmirolo è oggi un paese moderno e capoluogo di comune, dotato di un comparto artigianale e industriale assai significativo per la costruzione di materiale ferroviario, per la lavorazione del ferro e dei metalli, di marmi e di manufatti edilizi in cemento, per l'abbigliamento, l'arredamento, i mezzi di trasporto. Si distingue soprattutto per le fabbriche di macchine e strumenti enologici tra cui primeggiano le etichettatrici note in tutto il mondo.
Sviluppata oltre i limiti del tollerabile l'industria estrattiva della ghiaia, molto ricercata per l'edilizia e per le pavimentazioni stradali.
Fuori Marmirolo, il territorio pianeggiante consente un itinerario fra antiche residenze di vacanza, corti notevoli, e vi si pratica la coltura monotipo a prato, utile per l'allevamento a livello imprenditoriale di vacche da latte, in stalle modernissime.
Ci sono poi scorci ambientali creati dal Mincio e la sorprendente macchia verde dei 180 ettari di Bosco della Fontana: una delle poche foreste di pianura protette dallo Stato con alberi ad alto fusto, ricco sottobosco e grande varietà di fiori, nella quale trova rifugio anche una fauna abbondante e varia, cinghiali compresi.
Il patrono della parrocchia, intesa come comunità, è S. Sebastiano che gode di una cappella specifica vicino all'altar maggiore. I Santi titolari della chiesa, intesa come sacro edificio parrocchiale, sono invece Filippo e Giacomo, già dall'anno 1279, quando "da diversi vecchi fondamenti trovatisi sottoterra vedesi la prima erezione di questa parrocchiale chiesa non più lunga di braccia 40 e larga braccia 14".
Le riedificazioni si sono succedute nei secoli, fino alla più importante e incisiva durata dal 1728 al 1748, e che esiste tuttora. Il progetto è di fra Giuseppe Antonio Soratini, estroso e geniale laico dei monaci camaldolesi di S. Benedetto di stanza presso l'Eremo allora esistente all'interno di Bosco Fontana.
Nell'arredo del tempio c'è un Martirio di San Giacomo attribuito a Lorenzo Costa il Giovane.

Unità pastorale 4 Vicariato foraneo "San Pio X"

PARROCO

Don Roberto Pedroni

Don Filippo Longobardi

Don Gianpietro Negri

Don Lionello Carlo De Santi

INDIRIZZO

Via Tasselli, 6/g 46050 MARMIROLO

TELEFONO

0376/466092

Orari delle Messe

Lunedì: 18:00
Martedì: 18:00
Mercoledì: 18:00
Giovedì: 18:00
Venerdì: 18:00
Sabato: 18:00
Domenica: 08:00 | 11:00
Diocesi di Mantova