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Tavolo famiglia

"Ci sia posto per tutti!"

Il servizio dell’équipe per la Pastorale con le persone LGBT+

07 Luglio 2026

Il servizio dell’équipe per la pastorale con le persone LGBT+ ha preso avvio nell’autunno 2024, con un percorso di formazione assieme a fratelli e sorelle di altre diocesi lombarde che da anni offrono ascolto e supporto a cristiani LGBT+ e alle loro famiglie. Alcuni di loro sono cristiani omosessuali, altri genitori di figli LGBT+, altri ancora vescovi, presbiteri, suore, laici, impegnati da anni in questo servizio di accompagnamento. Abbiamo approfondito aspetti psicologici, teologici, magisteriali e pastorali, partendo sempre dalla vita, da storie concrete, da ferite aperte, da speranze vive.

Nel febbraio del 2026 si è ufficialmente costituita la nostra équipe all’interno del Tavolo per la Famiglia e le Fasi di Vita. Ad oggi siamo in cinque: don Andrea Moscatelli (parroco di Marmirolo, già coordinatore del Tavolo), don Andrea Luppi (parroco di S. Egidio a Mantova), Marco Ballardin (docente di filosofia e storia nei licei), Michele Mondini (Responsabile di Zona dell’AGESCI) e sr Marta Garagnani (Sorelle di san Francesco).

Abbiamo mosso i nostri primi passi semplicemente ponendoci in ascolto, e abbiamo imparato insieme che ciò che importa non è tanto sapere dove si sta andando, quanto con chi, per chi, perché. Oggi non sappiamo, infatti, quale sarà l’approdo dei processi iniziati, ma siamo in cammino perché veramente nella nostra Chiesa, come gridava Papa Francesco, ci sia posto per “todos, todos, todos!”. Desideriamo farci prossimi, perché l’accoglienza non resti una parola vuota, ma divenga una possibilità reale.

Spesso le persone LGBT+ o le loro famiglie si trovano in condizione di invisibilità, sofferenza e distacco rispetto alle nostre comunità ecclesiali, frenate dal fatto che non si conosca bene la posizione del parroco e dei fedeli, che si avvertano chiusura e discriminazione. Difficile trovare luoghi, relazioni, parole che consentano veramente di sentirsi parte. Noi sogniamo contesti “accompagnanti”, che non lascino cadere le domande profonde degli uomini e delle donne di oggi, che sappiano fare da sfondo al racconto sincero di sé e alla ricerca della propria vocazione all’amore. Perché questo si realizzi, ci sentiamo chiamati a promuovere relazioni e parole che si oppongano alla superficialità, ai luoghi comuni o a forme di moralismo che rischiano di chiudere invece di aprire.

Soprattutto - ma non solo - in fase preadolescenziale e adolescenziale, durante la formazione della propria identità, la fatica della Chiesa a mettersi in dialogo incorre nel rischio di lasciare un vuoto, poi responsabile della ricerca di altri riferimenti esterni al contesto famigliare, parrocchiale, educativo, come la Rete e i social. Le questioni che si pongono nell’ambito dell’omosessualità spesso si trovano anche nell’ambito dell’eterosessualità. È importante che, come Chiesa, impariamo a offrire spazi in cui ciascuno possa scoprire e integrare la dimensione affettiva nella propria vita di fede con responsabilità e coerenza, non riducendola al solo esercizio della sessualità.

Per i giovani o gli adulti LGBT+ che, forti della loro fede sincera, rimangono inseriti nei contesti parrocchiali, la domanda su come vivere cristianamente una relazione d’amore stabile a volte rimane irrisolta. I genitori si trovano spesso smarriti di fronte al coming out dei figli. Noi non abbiamo le risposte, ma crediamo nell’importanza di valorizzare “quei segni di amore che in qualche modo riflettono l’amore di Dio” (AL 294) e di fornire gli “aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella propria vita” (AL 250), per scoprire il proprio modo di partecipare alla vita della comunità cristiana.

La nostra équipe si sta dedicando all’ascolto di persone LGBT+ e dei loro familiari, a stimolare una riflessione ecclesiale sul tema, all’informazione e alla formazione degli operatori pastorali e delle comunità. Gli incontri fatti finora ci hanno restituito la positività di rompere il silenzio che grava sulle vite di tanti fratelli e sorelle, la necessità di creare un linguaggio condiviso di fronte alla confusione su identità di genere/orientamento sessuale, l’ampia disponibilità delle comunità a mettersi in cammino e formarsi.

Per chi desidera contattarci e condividere la propria storia, riflessioni o domande, è possibile scrivere a questa email: lgbt.ascolto@diocesidimantova.it

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